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Studi genetici sulla gelosia ossessiva e Sindrome di Otello

Di Antonio Giordano* – La sindrome di Otello è un disordine psicotico caratterizzato dall’illusione, nel soggetto affetto, dell’infedeltà del partner e, quindi, da una gelosia morbosa. Il termine che identifica la malattia è stato coniato nel 1954 da Todd e Dewhurst, prendendo spunto dall’opera di Shakespeare in cui Otello e’ descritto come una persona soggetta a sentimenti di gelosia cosi’ intensi da raggiungere proporzioni epiche. I pazienti affetti dalla sindrome di Otello manifestano cambiamenti mentali che includono eccessiva aggressività, ostilità e irritabilità e fraintendono il comportamento del proprio partner per supportare la prova della loro falsa percezione. Per tale sindrome, Todd e Dewhurst suggerirono un’origine ereditaria anche se questa versione, al giorno d’oggi, non è prevalente.

Fattori genetici, che caratterizzano frequentemente i soggetti affetti dalla sindrome di Otello, possono essere associati ad alcuni disordini neurodegenerativi, incluso il morbo di Alzheimer. Recentemente è stato pubblicato il primo studio mirato ad investigare l’influenza della genetica sulla gelosia: a più di 3000 coppie di gemelli siamesi sono state sottoposte domande strettamente pertinenti a questioni di gelosia, ad esempio come ci si sentirebbe a vivere con il sospetto dell’infedeltà del partner durante un viaggio, oppure con l’idea che il partner si sia innamorato di qualcun altro, e così via. I gemelli fraterni condividono il 50% dei loro geni, mentre i gemelli identici condividono esattamente lo stesso patrimonio genetico. Paragonando le risposte fornite da ciascun gruppo di gemelli, i ricercatori sono stati in grado di dimostrare che un terzo delle differenze nei livelli di gelosia nella popolazione in studio ha verosimilmente un’origine genetica. In situazioni in cui veniva chiesto circa il timore che un partner potesse dormire con o innamorarsi di una altra persona, per le donne si è evidenziato un livello di gelosia maggiore che negli uomini.

Una diversa risposta di genere si è osservata anche quando le domande riguardavano l’idea di un tradimento sessuale o sentimentale: gli uomini erano molto più turbati dall’ idea che un partner potesse essere stato sessualmente infedele, rispetto ad un’infedeltà puramente emotiva. Al contrario, le donne consideravano un uguale livello di gelosia in entrambi gli scenari. Questa differenza, secondo il team di scienziati coinvolti nello studio, potrebbe risiedere nelle pressioni evoluzionarie. Sia per gli uomini che per le donne la riproduzione sarebbe il fattore chiave, ma poiché gli uomini non possono avere la certezza di essere il genitore biologico del proprio figlio, sono naturalmente più turbati dal pensiero di un tradimento fisico da parte della partner, che rappresenterebbe una minaccia per la riuscita trasmissibilità dei propri geni. Le donne, invece, dipendono dal loro compagno per la sopravvivenza loro e della prole. Questa, ovviamente, rappresenta una teoria che difficilmente può essere dimostrata o smontata, data l’impossibilità di effettuare studi in grado di risalire fino ai tempi della preistoria umana. Sebbene i geni sembrino avere un ruolo nella gelosia, i risultati dello studio svedese mostrano anche che gli eventi che caratterizzano la nostra vita, le esperienze e l’ambiente in cui viviamo, sono di gran lunga più importanti: apparentemente, solo un terzo delle manifestazioni di gelosia sembrerebbero avere un’origine genetica, mentre il resto sembrerebbe determinato dalle differenze ambientali.

Qualunque sia la causa, genetica o ambientale, innata o imparata, non c’è dubbio che la gelosia sia ubiquitaria e che ciascuno di noi, ad un certo punto della vita, si trovi a confrontarsi con questo sentimento, causa di problemi relazionali. Diverse indagini condotte in differenti paesi hanno evidenziato che percentuali importanti di persone hanno intrapreso relazioni contemporanee con più partners in certe fasi della loro vita. Ci si può difendere da questo mostro dagli occhi verdi che ci corrode e ci rende miserabili? Gli psicologi suggeriscono alcuni punti di riflessione per cercare di domare e razionalizzare questa gelosia morbosa.

Ad esempio, cercare le evidenze che contraddicano le nostre paure e i nostri dubbi, dialogare sulle aspettative di ciascun partner in merito allo stile di vita che si desidera condurre, analizzare i benefici e i danni che una gelosia patologica puo’ comportare in una relazione, identificare le paure che alimentano la gelosia e capire come gestirle, concentrare i pensieri e le azioni sugli aspetti positivi della relazione, potenziandola e favorendo il bisogno reciproco di stare insieme.

*Direttore Sbarro Institute di Filadelfia

Fonte: SUDREPORTER

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