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Gli studenti dell’area flegrea partecipano alla manifestazione a Napoli

Stamattina a Napoli ed in molte città italiane ci sono state manifestazioni degli studenti contro la riforma della ‘Buona Scuola’ e in memoria dei due ragazzi morti nei giorni scorsi mentre svolgevano stage nell’ambito del progetto di PCTO (ex alternanza scuola-lavoro). La manifestazione è stata organizzata dalla Rete degli studenti medi, dall’Unione degli Studenti e dall’Unione degli Universitari. 

Il corteo napoletano, al quale hanno partecipato moltissimi studenti di Pozzuoli e della zona flegrea, è partito da Piazza Garibaldi e si è diretto verso la sede della Direzione Scolastica Regionale. Lungo il percorso i ragazzi hanno organizzato un flash mob davanti alla sede del Partito Democratico e si sono riversati addosso vernice rossa al grido di “Giuseppe e Lorenzo sono vivi e lottano insieme a noi. Le nostre idee non moriranno mai”. 

Ancora una volta, la Scuola ci abbandona mentre lo Stato risponde con silenzio e violenza da parte delle forze dell’ordine – si legge in un documento dellUnione degli studenti napoletani – Ciò che è successo nelle scorse settimane nelle piazze di tutto il Paese, e anche qui a Napoli, è inaccettabile ed è l’ennesima prova della repressione che viviamo”.

Pretendiamo una maggiore tutela della nostra salute all’interno delle scuole, in una situazione pandemica così delicata è necessaria, oltre alla sicurezza sanitaria, anche quella fisica che, attualmente, nelle nostre scuole non è garantita a causa di mancati investimenti sull’edilizia scolastica. Vogliamo che venga riconosciuta e rispettata la nostra identità attraverso misure come l’approvazione della Carriera Alias e portando il dibattito transfemminista all’interno delle classi. Pretendiamo l’abolizione dei PCTO (alternanza scuola-lavoro) e ribadiamo come il ruolo della scuola-azienda pesi anche sulla salute mentale dello studente, già messa a dura prova in questi anni dalla Didattica a Distanza, proprio in virtù di questa fragilità va rimessa in discussione l’introduzione della seconda prova all’esame di maturità. È necessario avere una scuola che sia sensibile al tema dell’ecologia, che riconosca e combatta i casi di greenwashing e che non accetti più la presenza di Eni, distruttore di territori, come ente che forma i docenti e gli studenti sul tema ambientale. Ora più che mai tutto ciò è necessario, ora che un nostro coetaneo è morto “facendo scuola” in una fabbrica, ora che la nostra voce si sente in tutto il paese ma continuano a non ascoltarla. Pretendiamo la Scuola della Cura. Scuola della Cura psicologica, Scuola della Cura sanitaria, Scuola della Cura fisica. La Scuola che vogliamo è la Scuola dell’ascolto. Non possono più permettersi di ignorarci.

La posizione è molto forte perché gli studenti hanno compreso che debbono difendere il loro futuro. La scuola viene definita una risorsa importante per il Paese, ma necessita di importanti investimenti che riguardano sia le strutture sia la riduzione del numero degli alunni e sia il personale, spesso mortificato anche dal punto di vista economico.

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