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Dalla Campania all’intera penisola: amianto, Pfas, metalli pesanti, sostanze chimiche

Non esiste una sola Terra dei Fuochi. Le aree contaminate da inquinanti in Italia sono numerose, e la zona ormai nota in Campania, a cavallo tra la provincia di Caserta e quella di Napoli, è piuttosto un modello di denuncia che ha permesso di portare alla luce il fenomeno dello sversamento illegale di rifiuti tossici. Il punto è che, una volta emerso il problema, resta ancora molto da fare.

I siti contaminati lungo la Penisola sono stati individuati e sono numerosi. I nemici sono diversi: amianto, Pfas, metalli pesanti, sostanze chimiche. Qualche anno fa sono stato incaricato dal ministeri dell’Ambiente e della Salute di redigere un piano di biomonitoraggio e interventi ad hoc.

Il fatto è che i terreni contaminati non sono stati ancora bonificati, e il picco di patologie legate all’inquinamento non è stato ancora raggiunto. Sappiamo ormai che in alcune zone d’Italia, non solo in Campania, ma anche in Piemonte, Lombardia, Puglia, una parte della popolazione, anche se apparentemente sana, è suscettibile a sviluppare una serie di patologie tra cui anche quelle tumorali. Nell’elenco c’è anche il Veneto, che fa i conti con la contaminazione da Pfas (sostanze perfluoroalchiliche).

Ma quali sono le priorità per ‘le Terre dei Fuochi’ d’Italia? Occorre monitorare la trasformazione che avviene nel Dna di questi cittadini ai fini della prevenzione. Considerando che il problema riguarda l’ambiente, dunque anche animali e piante. Lo dimostra anche un lavoro in fase di pubblicazione condotto con la professoressa Adriana Basile della Facoltà di Biologia di Napoli: nelle zone critiche nei muschi abbiamo trovato lo stesso livello di metalli pesanti presente negli esseri umani.

La Terra dei fuochi ha creato contezza su un problema, quello dell’inquinamento ambientale. Ora con il Pnrr abbiamo i finanziamenti e sappiamo che le bonifiche sono prioritarie. Conosciamo anche i siti coinvolti nelle varie aree del Paese e dunque la priorità adesso è quella di non dimenticare questi territori e questi cittadini.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Fortune Italia da Margherita Lopez, clicca qui per leggere.

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