La rete FREE cresce a macchia d’olio

Si è tenuto ieri, a cura dell’associazione studentesca Agorà presso l’Università di Fisciano, il convegno sul “fenomeno della corruzione all’interno della Pubblica Amministrazione”. Tra i...

Calendario dell’avvento di Sephora: le prime 6 caselle

Ciao amici! Nelle prime sei caselle del calendario dell'avvento di Sephora, tante belle sorprese. 1 dicembre: uno spray per il viso di Mario Badescu. E'...

Pozzuoli: domani accensione delle luminarie e spettacolo pirotecnico

Domani, mercoledì 7 dicembre, alle ore 18.00, presso il Rione Terra, ci sarà la prima accensione delle luminarie. L’evento sarà accompagnato da un suggestivo...

Voci dal carcere: Anna si racconta – settima parte

Anna ci ha insegnato a comprendere che da un momento all’altro si può cadere nel baratro della disperazione. È il racconto di una donna...

Pozzuoli: le dichiarazioni di DE NATALE dopo gli eventi sismici di oggi

Diversi eventi sismici si stanno registrando in queste ore nei Campi Flegrei, con scosse di varia intensità. Gli eventi più significativi sono stati avvertiti alle...

Come spiegare la guerra ai bambini?

Nel mondo scuola come affrontare il discorso della guerra ai bambini e ai ragazzi...? Abbiamo sentito il Professor Ennio Silvano Varchetta, docente, pedagogista e giornalista

Come spiegare ai bambini la guerra di cui sicuramente in questi giorni sentiranno parlare?

Le guerre sono sempre state una tragedia e i più piccoli ne subiscono gli effetti in modo diverso ed amplificato. Va fatta però una distinzione: i bambini vanno protetti dal racconto della guerra, in considerazione sempre all’età. Nella prima infanzia la capacità di riconoscere il fenomeno della guerra non è sostenibile per lo sviluppo neurocognitivo di un bambino. E l’unico risultato che si rischia di ottenere è quello della paura, dell’angoscia, del panico. Il terrore di ritrovarsi in quelle immagini e situazioni senza la protezione genitoriale. I più piccoli in qualche film, per esempio trasmesso in TV domandavano quando sarebbero cadute le bombe sulle loro teste“.

A che età allora si può affrontare la realtà?

Nella seconda infanzia, dai 9-10 anni, si può iniziare a parlarne. Prima vanno in qualche modo protetti: la guerra è per fortuna qualcosa di distante dal loro immaginario e bisogna evitare di farla entrare nelle loro emozioni infantili”.

Ci sono però la tv, i social network, i giornali

I bambini non andrebbero esposti alle immagini di distruzione e di morte. Ancor più se soli davanti alla tv senza filtri o protezioni. Da tre generazioni in Europa siamo fuori dalla guerra, non c’è più questo immaginario. Dal punto di vista neurologico è importante perché non si considera la guerra come un fenomeno normale. È qualcosa di inammissibile a livello cognitivo. E questo è molto positivo, è anche il bello di vivere in Europa, qualcosa che dovremmo difendere con grande orgoglio e determinazione. Adesso questo conflitto è qui, in maniera inaspettata, sorprendente,  sconvolgente e anche se localizzata è pur sempre una guerra”.

E a scuola come andrebbe affrontato il tema?

Riprendendo la nostra Carta Costituzionale. Lì dentro c’è un messaggio molto chiaro: la guerra non è consentita. È un principio che i bambini studiano in educazione civica e che riescono a capire. Dire loro che la violenza va rifiutata, che non si può uccidere nessuno e che la guerra è l’uccisione di persone su larga scala: tutto questo è per loro un pensiero concreto e dunque comprensibile. L’articolo 11 della Costituzione andrebbe letto, scritto e anche disegnato”.

Quale errore invece non va commesso?

Bisogna fare molta attenzione ed evitare di dire al bimbo che la guerra “è come quando tu litighi con tuo fratello o con un tuo compagno di scuola”. Creare questa assurda correlazione tra il litigio infantile – un comportamento normale, innocente, naturale, legato al gioco – e un evento così tragico, devastante e irreversibile, come quello della guerra, è l’errore principale che possiamo fare: è terrorismo educativo. Piuttosto è imparando a litigare che si imparano a gestire i conflitti. Meno parole si usano meglio è“.

In che senso?

Il bambino a fronte di una spiegazione interiorizza con categorie che non sono quelle adulte. Il genitore vuole spiegare ma crea confusione, vuole tranquillizzare ma crea ansia. Gli psicologi consigliano di non portare i bambini nei luoghi di sofferenza: si spaventano soltanto e una volta che si sono spaventati i loro “anticorpi” contro la paura si indeboliscono. Ci vuole rispetto, dobbiamo avere più rispetto per i bambini prima di proiettare su di loro i nostri bisogni di opporsi alla guerra. Oggi come mondo adulto stiamo perdendo la capacità di comprendere i tratti tipici infantili. Abbiamo talvolta pretese di ragionevolezza che non sono compatibili con il loro mondo basato su pensiero tangibile, motorio, concreto, emotivo“.

I bambini si sono trovati davanti all’esperienza recente e al racconto del Covid, ora la guerra…

Il Covid è stato per loro un’esperienza effettiva, reale, che nessuna generazione precedente aveva mai vissuto. Hanno visto i loro genitori e le loro maestre con le mascherine in un momento di crescita in cui il volto, l’espressione, la reciprocità comunicativa sono tutto. Facciamo finta di non pensarci ma dobbiamo aspettarci delle ricadute: come si fa a essere del tutto tranquilli essendo cresciuti così? Per questo credo che sottoporli anche al fenomeno della guerra non sia ora necessario. E se fanno domande precise, rispondere con tranquillità ma senza entrare nei particolari, restando sul vago e cercando di evitare di far vedere loro scene crude dei tg e dei reportage.

Potrebbe interessarti anche:

Racconti ed immagini inedite dall’Ucraina

Ultimi articoli pubblicati

La rete FREE cresce a macchia d’olio

Si è tenuto ieri, a cura dell’associazione studentesca Agorà presso l’Università di Fisciano, il convegno sul “fenomeno della corruzione all’interno della Pubblica Amministrazione”. Tra i...

Calendario dell’avvento di Sephora: le prime 6 caselle

Ciao amici! Nelle prime sei caselle del calendario dell'avvento di Sephora, tante belle sorprese. 1 dicembre: uno spray per il viso di Mario Badescu. E'...

Pozzuoli: domani accensione delle luminarie e spettacolo pirotecnico

Domani, mercoledì 7 dicembre, alle ore 18.00, presso il Rione Terra, ci sarà la prima accensione delle luminarie. L’evento sarà accompagnato da un suggestivo...

Voci dal carcere: Anna si racconta – settima parte

Anna ci ha insegnato a comprendere che da un momento all’altro si può cadere nel baratro della disperazione. È il racconto di una donna...

Pozzuoli: le dichiarazioni di DE NATALE dopo gli eventi sismici di oggi

Diversi eventi sismici si stanno registrando in queste ore nei Campi Flegrei, con scosse di varia intensità. Gli eventi più significativi sono stati avvertiti alle...

Articoli Correlati

La rete FREE cresce a macchia d’olio

Si è tenuto ieri, a cura dell’associazione studentesca Agorà presso l’Università di Fisciano, il convegno sul “fenomeno della corruzione all’interno della Pubblica Amministrazione”. Tra i...

Calendario dell’avvento di Sephora: le prime 6 caselle

Ciao amici! Nelle prime sei caselle del calendario dell'avvento di Sephora, tante belle sorprese. 1 dicembre: uno spray per il viso di Mario Badescu. E'...

Pozzuoli: domani accensione delle luminarie e spettacolo pirotecnico

Domani, mercoledì 7 dicembre, alle ore 18.00, presso il Rione Terra, ci sarà la prima accensione delle luminarie. L’evento sarà accompagnato da un suggestivo...

Voci dal carcere: Anna si racconta – settima parte

Anna ci ha insegnato a comprendere che da un momento all’altro si può cadere nel baratro della disperazione. È il racconto di una donna...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi