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Le Associazioni ambientaliste accusano le Istituzioni di inerzia

“Senza risultati nel 2023 saranno individuate nuove e più incisive iniziative di mobilitazione”

Ricevo e pubblico la lettera aperta delle ASSOCIAZIONI DEL COMPRENSORIO FLEGREO-GIUGLIANESE AI RAPPRESENTANTI ISTITUZIONALI PER ESPRIMERE LA LORO PROFONDA DELUSIONSUI MANCATI INTERVENTI PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE E DELLA SALUTE.

“ALL’ON GIORGIA MELONI  –  PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

ALL’ON. SERGIO COSTA –    V.PRESIDENTE CAMERA DEI DEPUTATI

ALLA SEN. MARIOLINA CASTELLONE  –  V.PRESIDENTE  DEL SENATO

ALL’ON. VINCENZO DE LUCA  –  PRESIDENTE DELLA REGIONE CAMPANIA

AL PROF. GAETANO MANFREDI  –  SINDACO METROPOLITANO

AI SINDACI DEL COMPRENSORIO FLEGREO-GIULIANESE

“I sottoscritti rappresentanti delle Associazioni del comprensorio flegreo-giuglianese Ciro Di Francia (Osservatorio per la Tutela dell’Ambiente e della Salute); Umberto Mercurio (Licola Mare Pulito); Cristina Canoro (Legambiente “Città Flegrea”; Lucia De Cicco (L’Eco della Fascia Costiera) indirizzano questa lettera aperta ai rappresentanti istituzionali dei diversi livelli che si dovrebbero impegnare per combattere l’inquinamento ambientale e di conseguenza tutelare  la salute dei cittadini, con una prima decisa considerazione: sono scaduti anche i tempi supplementari ed i calci di rigore! (Volendo utilizzare una terminologia calcistica).

Negli anni scorsi, soprattutto a seguito della imponente manifestazione a Napoli del 16 novembre 2013, che vide la partecipazione di 120.000 cittadini, furono conquistate due importanti leggi: la n. 6/2104 C.D “TERRA DEI FUOCHI”, riconoscendo così questo fenomeno e con lo stanziamento di 33 milioni per gli screening oncologici e con l’introduzione degli ecoreati, la n. 68/2015

Negli anni successivi le Associazioni hanno avuto incontri con tutti i rappresentanti istituzionali, Ministri, commissione regionale ambiente, città metropolitana, sindaci, per tenere alta l’attenzione sul grave fenomeno dell’inquinamento provocato dagli affari dei rifiuti tossici, il cui percolato ha raggiunto la falda acquifera e terreni coltivati, sugli scarichi a mare che hanno realizzato la non balneabilità del mare, preziosa risorsa del nostro territorio. Purtroppo i risultati non ci sono stati.

Il 4 novembre scorso è stato chiesto un incontro al Sindaco Metropolitano, con la partecipazione dei sindaci del Comprensorio, in particolare sull’ alveo dei Camaldoli e sul collettore borbonico. A distanza di oltre due mesi Il Prof. Manfredi, attuale Sindaco di Napoli e città metropolitana, non ha avuto la cortesia nemmeno di una risposta, nonostante il coinvolgimento di due consiglieri metropolitani del comprensorio.

Le Associazioni hanno coinvolto anche la Procura della Repubblica e la Corte dei Conti, con la presentazione di dossier, ma tranne qualche intervento e sopralluogo dei Carabinieri dei NOE ad oggi nessun concreto risultato.

Le Associazioni accolsero con sollievo la nomina del Gen. Sergio Costa a Ministro dell’Ambiente, il quale assunse alcuni impegni che in parte ha mantenuto.  Infatti la sen. Mariolina Castellone di Giugliano, con altri Parlamentari del M5S presentò un emendamento per trasformare l’area vasta di Giugliano da SIR (sito di interesse regionale) a SIN (sito di interesse nazionale) con l’impegno di far rientrare nel decreto di perimetrazione del Ministro anche le 5 discariche di Via Provinciale Pianura. L’emendamento fu approvato, ma  il min. Costa fu sostituito dal Ministro Cingolani e ad oggi il decreto di perimetrazione dell’area vasta di Giugliano previsto dalla legge n. 120 dell’11 settembre 2020 a distanza di oltre 2 anni non risulta essere stato firmato. Di conseguenza non possono iniziare interventi di bonifica.  Oggi gli attuali VICE presidenti Costa e Castellone, ci chiediamo, non possono intervenire?

I Sindaci del comprensorio, massime autorità sanitarie del territorio, avrebbero dovuto assumere una posizione congiunta nei confronti dei livelli superiori, invece preferiscono “giocare” in perfetta solitudine. La stessa commissione dei sindaci dell’Asl, presieduta del Sindaco di Giugliano, con il compito di indirizzo e controllo sulla spesa sanitaria, in questi anni non ha svolto alcun ruolo.

Delusione dalla stessa Magistratura. La relazione di un tecnico dello scorso mese di marzo sulla discarica di Via Provinciale Pianura, che ha confermato quanto già noto da anni sulla presenza di rifiuti speciali, solamente a dicembre ha visto il provvedimento di sequestro, intimando alla Società Electra a mettere in sicurezza la discarica sotto la sorveglianza dei Carabinieri dei NOE. Quale sicurezza potranno garantire se negli anni il percolato ha già aggiunto le falde acquifere, come ha relazionato lo stesso tecnico? E quale iniziativa stanno svolgendo i Sindaci di Napoli, Pozzuoli e Quarto?

Le malattie oncologiche provocate dall’inquinamento ambientalsono in crescente aumento ed interessano tutte le età, con un sistema sanitario che non riesce a garantire, almeno a Pozzuoli, nemmeno il funzionamento dei due numeri di telefono della Guardia Medica. Si è appreso che con la chiusura degli ambulatori dei medici di base, a partire dal giorno prefestivo, per la guardia medica bisogna contattare il 118. Per non parlare della medicina territoriale e preventiva, con il libro dei sogni che è entrato in vigore il 2 gennaio di quest’anno per i pazienti oncologici che, addirittura, dovrebbero essere curati a domicilio e gli specialisti debbono prescrivere direttamente esami e medicine, senza il passaggio del medico di famiglia. Il Presidente De Luca probabilmente preferisce non rendersi conto del vero funzionamento della sanità in Campania dovuta anche a carenza di personale, per cui si riducono, ad esempio, del 50% i medici sulle ambulanze del 118.

In questa deprimente posizione, le Associazioni individuano nelle rappresentanze istituzionali le vere responsabilità, ciascuna per le proprie competenze e non accettano il vergognoso gioco dello scaricabarile. I nostri primi interlocutori/controparte saranno i Sindaci.

Senza una svolta, con significativi risultati, le Associazioni si vedranno costrette ad alzare il tiro, senza escludere clamorose iniziative di protesta, di fronte all’insensibilità ed incapacità dei rappresentanti istituzionali, anche per evitare che la stragrande maggioranza dei cittadini, soprattutto delle fasce più bisognose, si rassegni definitivamente, anche a non curarsi.

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