Voci dal carcere: l’alba dietro le sbarre

L’isolamento dal mondo esterno può rappresentare un momento importante per cogliere quelle piccole cose che altrimenti sembrerebbero scontate: le prime luci dell’alba presentano un nuovo giorno, affacciano ciascuno di noi a nuove opportunità di vita, a nuove esperienze. Anna ci racconta la sua prospettiva:

L’alba dietro le sbarre. Quale momento più bello e profumato dell’alba? Sei fuori, sei dentro tra le mura di una cella. In mezzo al mare o in cima ad una montagna, l’alba é sempre quella: l’annuncio di un nuovo giorno che nasce… nuove speranze, il profumo della vita che ti inebria, ti riempie i polmoni e ti fa sentire viva, che ci sei… Allora riesci a dimenticare per qualche attimo che sei privata della libertà, che sei sono un numero. Riesci a dimenticare o, meglio, a non vedere quelle sbarre che ti dividono dal mondo.

L’alba ti fa sentire protagonista, attrice di quel fottuto mondo al quale sei morbosamente attaccata, che ti ha ospitato per viverti quella vita che mai avresti pensato un giorno di giocarti. Ed allora ti si apre l’animo… il cuore sembra che scoppi, che voglia camminare per amare, amare tutto e tutti.

Le luci della notte oramai spente, il cinguettio di qualche passerotto quale pacata sveglia di chi di buon mattino prende il caffè caldo dietro alle finestre perdendosi in mille pensieri… E’ tutta vita l’alba… e persino come descrive nella sua ultima canzone ULTIMO, all’alba addirittura potresti urlare a chi ami “PENSAMI, PENSAMI NEI MOMENTI FELICI”…

L’alba che mistero… non si sa cosa accadrà più tardi, ma speri, credi, ami, sorridi…”

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