Un video per raccontare la storia di mia moglie

Decimo anniversario dalla morte di Rosaria Serpico

Grazie al web oggi è possibile veicolare con maggiore velocità scambi di esperienze, di confronto, di proposte nei vari campi, per ottenere soprattutto una crescita culturale. Vi chiedo di ascoltare per 10 minuti questa vicenda sanitaria e giudiziaria sulla morte di mia moglie Rosaria. Aveva 66 anni e non ha potuto assistere con il suo affetto materno Lia, che 15 mesi dopo fu costretta ad arrendersi al cancro. Ritengo che dopo vari decenni di vita democratica e repubblicana non si dovrebbero verificare episodi di malagiustizia e di malasanità. Pertanto è urgente una riforma della Giustizia che garantisca nei tempi previsti la certezza della pena, senza ricorrere alla prescrizione, che se da una parte favorisce i delinquenti, dall’altra danneggia le persone innocenti, che debbono rinunciarvi per cancellare ogni traccia, ma esponendosi a rischi e conseguenze.

Questo video non è contro i magistrati ed i medici, in quanto la stragrande maggioranza è dotato di alta professionalità, ma è contro un sistema nel quale i valori della meritocrazia e della trasparenza vengono sempre più ignorati, in quanto la gestione della sanità da parte della politica è finalizzata prioritariamente a conquistare potere e voti; la magistratura, con personale, mezzi e strumenti insufficienti, è costretta ad applicare leggi obsolete e non efficaci per una Giustizia giusta. Va, però, anche sottolineato che esiste una minoranza che non merita coperture e dovrebbe essere sollecitata a cambiare mestiere!

Si può accettare dopo 10 anni che non abbia alcuna responsabilità un medico che confonde rene sinistro e coda de pancreas? Un altro che provoca una emorragia senza lanciare un allarme benché contattato? Un altro ancora che altera la cartella clinica? A distanza di 10 anni a noi resta il nobile gesto dell’attuale Procuratore Capo della Repubblica di Napoli, che di fronte alle motivazioni di archiviazione dopo sette anni e tre mesi, chiese scusa, come cittadino e come magistrato. Nel contempo l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura il 30 ottobre 2018 ha affidato il mio esposto al Procuratore Generale della Corte di Cassazione, ad oggi senza riscontro. Profonda delusione per il comportamento del Ministro della Giustizia dell’epoca, che  ha archiviato questa triste e delicata vicenda con tre righe attraverso il suo Vice Capo di Gabinetto. Per concludere, a distanza di 10 anni abbiamo il diritto di sapere perché è morta mia moglie, se ci sono responsabili e se sono state rispettati comportamenti, tempi, procedure e regole? In fiduciosa attesa della decisione del massimo organismo in campo giudiziario, le nostre battaglie continuano!

 

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