C’è un silenzio particolare che accompagna l’addio alle persone perbene. Un silenzio fatto di rispetto, memoria e gratitudine. Così la famiglia ricorda Mario Serpico, uomo di cultura e di valori, capace di attraversare la vita con dignità anche nei momenti più difficili.
Aveva letto i classici, amava il pensiero profondo e custodiva dentro di sé un’idea alta dell’esistenza. Pulito nei comportamenti, generoso nei gesti, leale nei rapporti umani, Mario rappresentava una figura rara, lontana dal cinismo e dalla superficialità del tempo presente.
Non è stato un percorso semplice il suo. La durezza della vita, le delusioni, la brutalità di una realtà spesso volgare e distante dai grandi ideali lo hanno messo alla prova. Ma chi lo ha conosciuto sottolinea un aspetto che oggi assume un significato ancora più forte: le difficoltà lo hanno ferito, ma non trasformato.
Come è stato scritto nel suo ricordo: “La brutalità e la volgarità della realtà, la durezza della vita ti hanno vinto, ma non ti hanno cambiato.”
A un certo punto aveva scelto il ritiro, una distanza discreta dal rumore del mondo. Non per resa morale, ma per fedeltà a se stesso. Aveva conservato le scelte della gioventù, quelle radicate nei grandi ideali di pace e libertà, senza tradirle mai, nemmeno quando sembravano fuori tempo.
Oggi chi gli ha voluto bene affida al ricordo parole semplici ma profonde. Mario ha finalmente trovato pace per i suoi tormenti, per i sogni rimasti sospesi, per i desideri che hanno attraversato la sua esistenza.
Riposa in pace. Resterà nei cuori, nei pensieri e nei ricordi di chi ha riconosciuto in lui l’onestà silenziosa degli uomini buoni.
Il trigesimo sarà celebrato sabato 28 febbraio, alle 18, presso la Chiesa di San Raffaele a Pozzuoli.
