Tra i tanti talenti puteolani si fa strada Samuel Corsaro, finalista al CortoFlegreo

Ricevo e pubblico

Essere arrivato fino a questo punto è già di per sé una vittoria. Non ho mai pensato di dover vincere a tutti i costi, né mi sono illuso che questo fosse il solo scopo. Per me, la gioia più grande è proprio quella di essere arrivato in finale, e di vedere riconosciuto il lavoro e la passione che ho messo in questo progetto. Vincere, certo, sarebbe un sogno, un’emozione indescrivibile, ma la vera soddisfazione l’ho già raggiunta. Perché, per me, questo non è solo un concorso: è la realizzazione di un piccolo sogno che avevo fin da bambino.

Non sono un attore, non ho mai studiato recitazione o regia, e non ho nessuna esperienza nelle scuole di cinema o scenografia. Non vengo da una famiglia legata a questo mondo, non ho avuto accesso a risorse straordinarie o a contatti che potessero aprirmi strade. Sono semplicemente un ragazzo di 17 anni di Pozzuoli, come tanti, che ha creduto fermamente in un sogno: quello di potere un giorno raccontare storie attraverso una telecamera, e magari chissà di vivere di questo.

Questo progetto ha un significato speciale per me, che va ben oltre la passione per il cinema e le storie del paranormale. Quando ho iniziato a scrivere e ideare “Tra le Ombre e i Sussurri”, l’ho fatto spinto dalla voglia di raccontare non solo una storia, ma una parte di me stesso. Il corto rappresenta le mie paure, le mie speranze e i miei sogni, tutti mescolati insieme in un racconto che vuole parlare non solo di ciò che fa paura, ma anche di ciò che ci rende umani.

Il valore di “Tra le Ombre e i Sussurri”

Per me, il valore di questo cortometraggio non risiede solo nel risultato finale, ma nel viaggio che ho affrontato per realizzarlo. Essere un ragazzo di 17 anni con una passione così grande non è sempre facile. Ho dovuto conciliare la scuola, gli impegni familiari e le difficoltà quotidiane per portare avanti il progetto. Non avevo grandi mezzi, né un budget enorme. Ma avevo una cosa: la determinazione di non arrendermi.

Non è stato semplice convincere gli altri a credere in me, un ragazzo giovane che voleva fare un cortometraggio sui fantasmi e sul paranormale. Spesso mi sono sentito dire che era troppo ambizioso, che forse avrei dovuto aspettare, crescere un po’. Ma io sapevo che questa era la mia occasione, la mia opportunità per dimostrare che l’età non definisce il talento né la passione.

Ho scelto il Rione Terra come location perché è un luogo che mi ha sempre affascinato. Crescere a Pozzuoli, in una terra ricca di leggende e storia, mi ha insegnato che il passato non è mai del tutto dimenticato, che ci sono storie ancora da raccontare, anche se spesso rimangono nascoste nell’ombra. Il cortometraggio riflette questo, non solo come un racconto paranormale, ma come un viaggio emotivo verso l’ignoto, un’esplorazione di ciò che ci spaventa e di ciò che ci attrae.

Ho iniziato da zero, senza un bagaglio di conoscenze tecniche, ma con la volontà e il desiderio di dare forma alle mie idee, di costruire qualcosa che potesse, in qualche modo, emozionare gli altri come emozionava me. Ogni scena, ogni dialogo di “Tra le Ombre e i Sussurri” è stato frutto di intuizioni, di tentativi e di errori. Non avevo una troupe professionale né attrezzature all’avanguardia, ma ho avuto la fortuna di avere persone accanto a me che hanno creduto nel progetto, e mi hanno aiutato a realizzarlo.

Il cortometraggio nasce dalla mia passione per le storie dell’orrore e il paranormale, ma dietro quella superficie c’è molto di più. La storia parla di leggende antiche, di luoghi dimenticati e di presenze inquietanti, ma al centro c’è anche un gruppo di ragazzi come me, che scoprono, passo dopo passo, che le paure non sono sempre qualcosa da cui fuggire. A volte, affrontare ciò che ci terrorizza può farci capire chi siamo davvero, può renderci più forti.

Quando ho iniziato a lavorare su questo progetto, non avevo idea di dove mi avrebbe portato. L’ho fatto perché sentivo di dover raccontare questa storia, perché credevo che fosse importante. E ora, guardandomi indietro, mi rendo conto di quanto questo percorso mi abbia cambiato. Ho imparato tantissimo, non solo sul cinema, ma anche su me stesso. Ho imparato a non avere paura di fallire, a non smettere mai di provare, anche quando le cose sembrano impossibili.

Il concorso CortoFlegreo rappresenta un’occasione straordinaria per me, e il fatto di essere arrivato in finale mi rende incredibilmente felice. Non è solo un riconoscimento per il mio lavoro, ma è anche la dimostrazione che, se ci si crede davvero, anche un sogno apparentemente irraggiungibile può diventare realtà. Mi emoziona pensare che il mio cortometraggio, nato da una semplice idea nella mia testa, sia stato apprezzato e abbia trovato un suo posto in un contesto così importante.

So che il cammino è ancora lungo, che ho tanto da imparare e che ci saranno molte altre sfide da affrontare. Ma questo risultato mi dà la forza di andare avanti, di continuare a credere in quel sogno che, nonostante tutto, non ho mai abbandonato. Non so se un giorno riuscirò davvero a vivere di questo, a fare del cinema il mio lavoro, ma so che continuerò a provarci, perché è ciò che amo fare.

Alla fine, il mio più grande desiderio non è tanto quello di vincere premi o riconoscimenti, ma di poter raccontare storie che tocchino il cuore delle persone, che le facciano riflettere o che, semplicemente, le facciano sognare. Se riuscirò a fare anche solo un po’ di questo, allora potrò dire di aver raggiunto il mio obiettivo.

L’importanza di questo traguardo

Essere arrivato in finale al concorso CortoFlegreo è per me un riconoscimento che va oltre la semplice soddisfazione personale. Questo cortometraggio è la prova che, anche senza grandi mezzi, con la forza della passione e del duro lavoro, si possono raggiungere traguardi inimmaginabili. Nonostante le difficoltà, ho continuato a crederci, giorno dopo giorno, scena dopo scena, con la speranza che un giorno qualcuno potesse vedere ciò che ho visto io, sentire ciò che ho sentito io.

Ciò che mi emoziona di più non è solo il fatto che il mio corto sia tra i finalisti, ma il messaggio che spero di trasmettere ad altri ragazzi come me. Voglio dire a chiunque abbia un sogno di non arrendersi, di continuare a lottare anche quando le cose sembrano impossibili. Siamo noi, con la nostra determinazione, a fare la differenza. Siamo noi a creare le nostre storie, a dare voce a ciò che altrimenti rimarrebbe in silenzio.

Il corto ha ottenuto il patrocinio morale del comune di Pozzuoli.

La trama:

Nel cuore dei Campi Flegrei, una terra segnata da antiche leggende, il cortometraggio “Tra le Ombre e i Sussurri” promette di trascinarvi in un viaggio inquietante attraverso l’oscurità. Mentre Samuel, l’appassionato delle storie dell’orrore, convince il suo scettico amico a unirsi a lui in un podcast sul paranormale, i due scoprono ben presto che le leggende locali non sono solo racconti.

A loro successivamente si aggiunge una ragazza, conosciuta da Samuel online, anche lei appassionata del paranormale, si unisce per il podcast.

Mentre il gruppo si avventura nel Rione Terra, un’area carica di misteri spettrali, sperimentano fenomeni inquietanti, sussurri spaventosi e presenze paranormali che mettono alla prova la loro razionalità.

In un crescendo di suspense e tensione, il pubblico verrà coinvolto in una battaglia epica contro entità soprannaturali che sembrano più che reali. Ma quando sembra che la minaccia sia stata sconfitta, una sensazione inquietante si insinua, facendo balenare l’ombra del mistero non ancora risolto.

Preparati per una visione che farà rizzare i capelli sulla nuca e ti farà chiedere cosa potrebbe nascondersi nelle tenebre dei Campi Flegrei.

  • cortometraggio scritto da Samuel Corsaro.
  • Regia: Samuel Corsaro.
  • Scenografia: Samuel Corsaro.
  • Genere: Horror/Comico.
  • Protagonista: Samuel Corsaro.
  • Selezione Musicale: Samuel Corsaro.
  • Anno: Italia, 2024.
  • Titolo: “Tra le Ombre e i Sussurri”.
  • Durata: 15 minuti.

Cast Completo:

  • Samuel Corsaro.
  • Andrea Corsaro.
  • Cristian Corsaro.
  • Valentina Ricci.
  • Amedeo Castellitti.
  • Antonietta Corsaro.
  • Brunella Chianese.
  • Brigadiere Giuseppe Minopoli.
  • Angela Gisovvi

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