Pochi cocktail al mondo riescono a evocare un territorio, uno stile di vita e una tradizione culturale con la stessa forza dello Spritz.
Nato nel Nord-Est italiano e diventato oggi un simbolo internazionale dell’aperitivo, questo drink dal caratteristico colore aranciato rappresenta molto più di una semplice miscela di vino e bitter: è un rituale sociale, un frammento di storia europea e un emblema della convivialità italiana.
La sua ricetta è sorprendentemente semplice. Nella versione più diffusa, l’Aperol Spritz, si segue la celebre regola del 3-2-1: tre parti di Prosecco, due parti di Aperol e una spruzzata di soda o seltz, il tutto servito in un grande calice colmo di ghiaccio e completato da una fetta d’arancia. Il risultato è un cocktail fresco, leggermente alcolico e piacevolmente equilibrato tra dolcezza e note agrumate.
Ma lo Spritz non è un drink unico: è una famiglia di varianti che raccontano le diverse anime del Veneto e del Nord Italia. L’Aperol Spritz è il più popolare, grazie al suo gusto morbido e fruttato. Il Campari Spritz, dal colore rosso intenso, offre invece un profilo più amaro e deciso. A Venezia sopravvive la ricetta storica dello Select Spritz, spesso guarnita con un’oliva verde e apprezzata per il suo raffinato equilibrio tra dolce e amaro. Negli ultimi anni si è affermato anche l’Hugo, una reinterpretazione moderna che sostituisce il bitter con il liquore ai fiori di sambuco, arricchito da foglie di menta fresca.
Le origini dello Spritz risalgono all’Ottocento, durante il periodo in cui il Lombardo-Veneto faceva parte dell’Impero Austriaco. I funzionari e i soldati provenienti dai territori germanici trovavano i vini locali troppo robusti per i propri gusti e chiedevano agli osti di “allungarli” con acqua frizzante. Da qui nacque il termine “Spritz”, derivato dal verbo tedesco spritzen, che significa “spruzzare”.
Quella che inizialmente era una semplice aggiunta di acqua al vino si trasformò gradualmente in qualcosa di più sofisticato. Nel corso del Novecento, con la diffusione dei liquori bitter italiani, la ricetta si evolse fino ad assumere la forma attuale. Il cocktail divenne così uno dei protagonisti della cultura dell’aperitivo, una tradizione che unisce gastronomia, socialità e piacere del tempo condiviso.
Oggi lo Spritz è presente nei bar di tutto il mondo, da New York a Tokyo, da Londra a Sydney. Eppure continua a conservare il legame con le sue radici veneziane e venete. Ogni calice racconta una storia fatta di incontri tra culture diverse, di influenze austro-ungariche e di creatività italiana. Forse è proprio questa combinazione di semplicità, eleganza e memoria storica a spiegare il successo globale di un cocktail che, nato per diluire il vino, è diventato uno dei simboli più riconoscibili dell’Italia contemporanea.

