Sisma nei Campi Flegrei, la pioggia non c’entra

Evento sismico alle 23.21 valutato dall’INGV con un epicentro nel cratere della Solfatara ed una magnitudo di 3.3, probabilmente sovrastimata a causa del notevole numero di eventi in coda.

C’è ancora molta disinformazione sul presunto legame tra pioggia e terremoti, e spesso per dare un’aura di credibilità scientifica a questa idea infondata, viene citata in modo scorretto la ricerca della Dott.ssa Tiziana Vanorio, che non ha mai sostenuto l’esistenza di una correlazione diretta tra precipitazioni e sismicità. La convinzione che la pioggia possa innescare terremoti deriva in larga parte da uno studio statistico di Nicola Scafetta e Adriano Mazzarella che riportava alcune coincidenze temporali tra periodi piovosi e picchi di sismicità, ma le correlazioni erano casuali, i ritardi temporali estremamente variabili e lo studio non fu mai sottoposto a revisione scientifica. Per altro non venne proposta alcuna dinamica fisica plausibile; anzi, alcune spiegazioni erano in contrasto con la geofisica di base, come l’idea che l’acqua piovana potesse raggiungere in pochi giorni profondità di 1–2 km fino a incontrare rocce calde e produrre micro-esplosioni simili alla goccia nell’olio bollente, un’ipotesi irrealistica considerando che gli acquiferi profondi hanno tempi di ricarica di decenni o secoli. Nonostante ciò, la forte esposizione mediatica (anche grazie a Geoflop) fece credere a molti che esistesse un legame reale. Lo studio della Vanorio riguarda invece tutt’altro: analizza come la variazione pluriennale del volume d’acqua negli acquiferi profondi possa influenzare la pressione dei fluidi idrotermali e quindi la deformazione del suolo e l’unico possibile collegamento meteorologico sarebbe un trend di precipitazioni superiori alla media su scale di molti anni, non certo la singola pioggia.

L’unica correlazione reale e verificata è quella tra forti precipitazioni e aumento del tremore fumarolico nell’area dei Pisciarelli: quando piove molto, l’acqua meteorica penetra nelle zone superficiali del sistema idrotermale aumentando la produzione di vapore e l’intensità del tremore, ma questo fenomeno non ha alcun legame con la sismicità profonda.

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