Il dott. Carlo Doglioni, Presidente dell’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia, nel commentare la scossa nel golfo di Pozzuoli di magnitudo 4.0, ha dichiarato che il sisma rientra nei valori di magnitudo attesi e fino ad un massimo di 5, aggiungendo che è necessario verificare la vulnerabilità dei fabbricati. E’ una dichiarazione che lascia a dir poco basiti perché non tiene conto della sicurezza dei cittadini e dei tempi che si stanno impiegando sia per la verifica dei fabbricati e sia per la loro messa in sicurezza, i cui costi, certamente insufficienti, sono programmati in tre anni.
Non si vuole fare alcun allarmismo, ma la tragedia di Scampia dovrebbe far riflettere i nostri rappresentanti istituzionali.
E dovrebbe far riflettere il silenzio degli enti preposti sulla profondità della scossa di ieri a 4 Km di profondità. C’è chi sostiene, come il prof. Giuseppe Di Natale, che le scosse a mare hanno una profondità maggiore, mentre il Prof. Giuseppe Luongo dichiara che “se la profondità fosse corretta, significa che il mezzo ha caratteristiche di fragilità. In tal caso il gradiente termico non è quello misurato a Via Campana dall’AGIP in una perforazione (150 gradi/km). Infatti con tale gradiente a 4 km di profondità la temperatura sarebbe di 600 gradi. A questa temperatura le rocce hanno un comportamento duttile e non si fratturano. Quindi o è errata la profondità o non è corretto il valore del gradiente per la zona del terremoto. Diventa necessario – continua il prof. Luongo – rivedere il dato per la conferma. Se il dato fosse corretto si apre il problema di rivedere la struttura dei Campi Flegrei e la valutazione del rischio sismico, perché crescerebbe il volume sismogenetico. Gli scienziati che monitorano i Campi Flegrei hanno valutato il significato di questo terremoto? Temo di no”.
La conclusione.del Prof. Luongo meriterebbe una risposta precisa da parte degli enti preposti.
Inoltre sarebbe opportuna la risposta ad un altro interrogativo per la conoscenza del sottosuolo, in condizioni di massima sicurezza: non sarebbero necessarie perforazioni? Si sa già che per qualche scienziato sarebbe una scelta sciagurata, ma non va dimenticata la relazione del Prof. Sandro Oliveri del Castillo, docente di Fisica Terrestre dell’Università di Napoli che al Convegno Cisl del 18 novembre 1983 affermò testualmente che “attraverso i pozzi possiamo estrarre con i fluidi caldi il calore sotterraneo. Questo ci consentirà di scaricare le energie interne e quindi di impedire sia il sollevamento del suolo sia il maturare di eventi eruttivi. A questo enorme vantaggio si deve aggiungere quello dello sfruttamento delle risorse geotermiche in campo energetico. Potremo avere energia elettrica, riscaldare migliaia e migliaia di vani, arrivare industrie che necessitano di calore, sviluppare coltivazioni ed allevamenti particolari come già avviene in Islanda, Nuova Zelanda, Giappone, Stati Uniti d’America e in Toscana qui in Italia”.
Sappiamo come si è concluso il progetto ad Agnano Pisciarelli. E’ calato il silenzio tombale. La ricerca scientifica dovrebbe guardare avanti, senza condizionamenti, ma con la disponibilità ad assumersi responsabilità.
Il Comitato “Pozzuoli Sicura” auspica che INGV, Protezione Civile, Commissione Grandi Rischi, Centri di Ricerca, approfondiscano questa delicata problematica per trasmettere elementi di serenità. Auspica, infine, che il Governo acceleri tempi per verifica e sicurezza dei fabbricati.
La cultura dell’odio cresce sempre di più: è questo il Paese che vogliamo?
