Alle ore 11.40 c’è stato un evento di Md 2.0±0.3 (in realtà è una doppietta di eventi molto ravvicinati) con epicentro nel Golfo e ad una profondità di 4.5km, da considerare come la liberazione di un po’ di stress accumulato sul medio periodo. Potrebbe anche essere una replica della sequenza iniziata il giorno 22 con l’evento di 2.3 ed epicentro sempre nel Golfo ma più verso Bacoli. In ogni caso non è da considerare come conseguenza di un aumento della velocità di sollevamento delle ultime 24-48h.
Per quanto riguarda invece il Bollettino settimanale, si esamina il periodo 16-22 febbraio. La sismicità è stata caratterizzata da 34 eventi con Mdmax=2.8± 0.3. Abbiamo poi il dato di sollevamento col satellitare perfezionato fino alla settimana 2-8 febbraio. Nelle ultime 4 settimane di riferimento (non le ultime da oggi) il sollevamento complessivo è stato di 16±3 mm, leggermente maggiore delle 4 settimane precedenti ma questo potrebbe essere legato a una deformazione maggiore avvenuta a cavallo tra 26-1 e 2-8 febbraio, in sostanza nella prima settimana di febbraio la velocità potrebbe essere stata leggermente maggiore che nella precedente. Nel periodo successivo però le barre blu mostrano un andamento decisamente più piatto. Facendo il confronto tra l’ultimo pallino nero e l’ultimo blu la differenza è di soli 3mm. Considerando l’errore riportato sull’ultima barra blu di 3mm quel sollevamento diventa di 3±3 mm quindi una forbice che va da 0 a +6mm, non particolarmente ampia che conferma una deformazione scarsa del suolo nella peggiore delle ipotesi di 6mm in due settimane. Per quanto riguarda i parametri geochimici, nessuna variazione rispetto alla settimana precedente. La temperatura della fumarola di Pisciarelli resta ferma a 95°C, il flusso di CO2 sempre di Pisciarelli intorno alle 12 tonnellate per metro quadrato al giorno. La temperatura alla bocca grande della Solfatara misurata nel nuovo punto col nuovo sensore sempre intorno a 173°C. I parametri geochimici sono elevati da tempo, da molto prima che iniziasse la crisi sismica, almeno da una diecina di anni prima (2012). Affermare che, sulla sola base della stabilità dei parametri geochimici, il sistema sia “tutt’altro che in regressione” è una lettura semplicistica. I parametri geochimici descrivono principalmente l’intensità del degassamento e l’apporto termico profondo, che possono mantenersi elevati anche in condizioni stazionarie o in graduale riequilibrio. La dinamica del sistema, però, si esprime anche attraverso la risposta meccanica delle rocce: una marcata riduzione dell’energia sismica indica un cambiamento nel regime di stress e nella fratturazione, che non può essere ignorato.

