Alle 22.03 di ieri una scossa ha augurato la buonanotte. Il sisma, di magnitudo 1.9, si è prodotto a 1,6 km di profondità, con epicentro in prossimità del bordo meridionale della Solfatara.
“C’è stata una lieve accentuazione dell’attività sismica – dichiara Carlo Migliore, dottore in scienze geologiche – La zona soggetta a maggiore stimolazione al momento è quella compresa tra la Solfatara e i Pisciarelli, zona notoriamente ad alta emissione fumarolica. Gli ipocentri sono compresi tra 1.5 e 2km, abbastanza superficiali, a dimostrazione che lo strato roccioso coinvolto è quello superiore che fa da coperchio all’area a più alta circolazione idrotermale. L’ipotesi è che vi sia un processo inflattivo (di iniezione) in corso e che questa maggiore pressione esercitata dai gas stia fratturando le rocce superiori producendo una sismicità a bassa magnitudo. Sono rocce molto alterate, con scarse qualità meccaniche, raramente possono produrre eventi energetici. Gli eventi energetici (M >3.5) generalmente sono più profondi, tra 2 e 3km, raramente oltre i 3km. Quello che accadrà nelle prossime 24/48h, ma diciamo anche 3-4 giorni ci darà qualche informazione in più sull’energia del processo in corso. Se i prossimi epicentri resteranno in zona senza allargarsi troppo, potremmo pensare ad un processo inflattivo poco energetico e quindi con aspettative di basse magnitudo come quella di ieri o poco di più. Viceversa si dovrà mettere in conto qualche evento più energetico, ma non fasciamoci la testa prima di rompercela. Restiamo come sempre in osservazione e faremo di volta in volta le nostre valutazioni”.
