Sanità campana e disservizi: risponde il dott. Caiazza, medico di base

A seguito della pubblicazione della lettera-denuncia di Raffaele Serpico (clicca qui per leggerla), paziente oncologico residente a Pozzuoli, sui social si è aperto un dibattito rappresentativo di diverse realtà: alcuni, da pazienti, hanno confermato la difficoltà vissuta a farsi visitare durante un’emergenza, soprattutto presso gli affollatissimi ospedali del comprensorio; altri, da lettori, hanno espresso solidarietà a chi, nella condizione clinica in cui si trova, non dovrebbe certo vivere un’esperienza del genere che, aldilà dell’aspetto tecnico della prescrizione mancata, lo ha costretto a muoversi da casa perché presso la Guardia Medica di Corso Terracciano, il telefono da tempo non funziona.
Ci ha raggiunti per le vie brevi il dott. Salvatore Caiazza, medico di base, Presidente dell’Associazione “Medici senza Carriera” e vice segretario vicario FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) Napoli ASL Napoli 2 Nord, di cui riportiamo l’interessante dichiarazione: “Lo studio di medicina generale è uno studio privato e, da contratto dei medici di famiglia, nei pomeriggi dei prefestivi è chiuso, così come tutta la giornata dei festivi. La Continuità Assistenziale, o Guardia Medica è aperta dalle ore 10 del giorno prefestivoDetto ciò, però, il punto è un altro. Perché il medico specialista oncologo non ha emesso lui/lei le ricette SSN? Eppure è un suo dovere contrattuale e deontologico. E dal 2 gennaio, inoltre, Regione Campania ha comunicato che gli specialisti oncologi possono, oltre a dover ricettare con il ricettario regionale, emettere ricette dematerializzateQuesta volta, De Luca non c’entra nulla. Ma è l’ostinazione della lobby dei medici specialisti a non emettere ricette SSN ad arrecare danni agli ammalati, in particolar modo ai pazienti oncologici. Allora il paziente, a cui va tutta la mia solidarietà e vicinanza, avrebbe dovuto pretendere le ricette dallo specialista, piuttosto che sballottare da un medico all’altro”. 
Raffaele Serpico contattato telefonicamente dal Policlinico che quotidianamente monitora il suo stato di salute, ha chiesto in merito chiarimenti. Gli è stato risposto che hanno ricevuto la circolare, ma non la nota applicativa. Fatto il provvedimento, non ci sono ancora le condizioni reali e pratiche per chi deve operare. Mancano i mezzi, hanno dichiarato gli specialisti: non hanno il ricettario e non sanno se deve essere implementato il sistema telematico.
In questo fuoco incrociato chi paga le conseguenze è sempre il paziente. Sacrosanto il noto proverbio che, in questo caso, casca a fagiolo: Mentre il medico studia, il paziente muore…”

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