Pozzuoli: una Messa in ricordo di Grazia Palumbo

Quando mamma Grazia parti’ per il suo viaggio senza ritorno, il 6 luglio dello scorso anno, scrissi queste parole alla luce delle emozioni provate presso l’Ospedale Monaldi di Napoli. Le ripropongo perché mi vibrano ancora nel cuore e nella mente.

Vi informo, altresì, che pregheremo per Grazia stasera alle 18.30 presso il Santuario di San Gennaro.

“Stamattina ho guardato la morte in faccia. Aveva diversi volti nella fredda camera mortuaria del Monaldi. Persone di ogni età. Due bimbe, inermi, nelle fredde teche, sembrava che dormissero. Una era riscaldata dal calore dei genitori. L’altra era sola.

Non mi è piaciuto osservare come la morte riduce i corpi. Allora mi sono concentrata sull’anima. Perché, viva Dio, io ho Fede. Ho visto le loro luci ed ho tentato di catturarle con uno sguardo affascinato.

Ho pensato all’inutilità degli affanni quotidiani mai concentrati sull’essenza, ma su frivolezze, prevaricazioni, sull’affermazione del potere. Tutto per arrivare poi a quel momento finale, inesorabile appuntamento che, senza tempo, attende tutti.

Quando sono rientrata osservavo i chiavistelli delle porte che segnano le proprietà. Ho posato lo sguardo su un grosso catenaccio che bloccava uno scooter e ho sentito ancora più pesanti le mie catene. Come un macigno mi bloccano a terra ed imprigionano la mia anima.

È forse questo il volto materiale della sofferenza? È questo il “Matrix” che avverto dentro di me? Non è un caso che Grazia se ne sia andata insieme a due piccoli angeli. La immagino sorridente, raggiante, librarsi con loro in volo ed abbandonare quelle catene che le bambine, invece, non hanno mai conosciuto”.

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