Pozzuoli: “Serve un modo diverso di governare il patrimonio edilizio”

Ricevo e pubblico*:

”Faccio una considerazione personale, ma credo condivisa da molti. A Pozzuoli ci sono centinaia di famiglie che, dopo i danni causati dal bradisismo, si sono viste negare i contributi per la ricostruzione delle proprie case. Il motivo? Presunte difformità urbanistiche.

Difformità che per decenni non sono mai state contestate da nessuno. Difformità con cui quelle persone hanno vissuto, pagando tasse, affitti, mutui, senza che alcuna amministrazione intervenisse o imponesse regole chiare.

Oggi, però, quelle stesse difformità diventano motivo per escluderli dagli aiuti. È difficile non vedere un’ingiustizia. Per anni, da quanto ho potuto rilevare,  nessuno ha controllato, nessuno ha prevenuto, nessuno ha aiutato i cittadini a mettersi in regola.

Oggi invece si applica un rigore formale proprio nel momento in cui le persone hanno più bisogno. E alla fine chi paga? Sempre i cittadini. Non è solo una questione tecnica o burocratica. È una questione di equità. Perché non si può pretendere oggi una perfezione urbanistica che non è mai stata costruita negli ultimi decenni. E soprattutto non si possono lasciare centinaia di famiglie senza una casa, facendo ricadere su di loro responsabilità che non sono solo loro.

Forse è arrivato il momento di aprire una riflessione seria: serve un modo diverso di governare il patrimonio edilizio. Non per favorire l’abusivismo, ma per costruire un rapporto più chiaro, continuo e responsabile tra cittadini e amministrazione. Un sistema in cui il Comune non intervenga solo per sanzionare o escludere, ma accompagni nel tempo i cittadini verso la regolarità.

Perché senza questa evoluzione, continueremo a trovarci sempre nello stesso punto: problemi ignorati per anni… e poi affrontati nel momento peggiore.

E allora la domanda è semplice:
vogliamo continuare così, o iniziare finalmente a cambiare?”

*Lettera firmata 

Il portavoce del Comitato “Pozzuoli Sicura” Ciro di Francia, rinnova la richiesta al Sindaco di convocare un incontro con tecnici e comitati per fare chiarezza sulle procedure da adottare, con la preoccupazione che al Comune, forse, mancano documenti che attestano precedenti autorizzazioni.

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