Pozzuoli, caso Galleria Flegrea

I comitati stringono i tempi e pretendono i dati sulla CO₂, domani vertice in Regione

La Sospensione dei treni sta creando innumerevoli disagi: per tale motivazione i cittadini hanno scritto a Comune e Regione. I loro rappresentanti, riuniti in associazioni e comitati, dopo la chiusura della galleria flegrea, scattata a causa di un rilievo anomalo di anidride carbonica, continua a far discutere e accende la vigilia del delicatissimo vertice istituzionale fissato per il 1° luglio.

Una formale diffida via PEC, firmata da Andrea Vitale in rappresentanza di associazioni e comitati, chiede formalmente l’accesso a tutti i dati tecnici che hanno determinato il blocco della tratta ferroviaria. La missiva è stata indirizzata direttamente all’Assessora regionale alla Protezione Civile, On. Fiorella Zabatta, e al Sindaco di Pozzuoli, l’ing. Luigi Manzoni. Sullo sfondo restano i forti disagi patiti dalla popolazione per lo stop ai trasporti, ma anche una crescente preoccupazione per lo stato di salute del sottosuolo flegreo.

I rappresentanti del territorio, reduci da un confronto con l’Osservatorio Scientifico Flegreo, hanno messo nero su bianco l’esigenza della comunità di non essere esclusa dai processi decisionali che impattano sulla mobilità e sulla sicurezza pubblica.

Nel testo inviato alle autorità si legge chiaramente l’intento dell’iniziativa: “Associazioni e Comitati di Pozzuoli, dopo un incontro con l’Osservatorio Scientifico Flegreo ed in attesa delle decisioni che saranno assunte nel vertice del prossimo 1 luglio, in merito alla chiusura della galleria flegrea per un accumulo anomalo di CO2, che ha provocato notevoli disagi ai cittadini, avvertono l’esigenza di comprendere i criteri tecnici che hanno portato all’adozione di tale provvedimento e di poter effettuare una valutazione basata su dati oggettivi e sul loro andamento nel tempo. In particolare. si chiede di conoscere: lo storico completo delle misurazioni di CO₂ registrate dai sistemi di monitoraggio, comprensivo dei dati antecedenti, contemporanei e successivi alla sospensione del servizio; la posizione esatta dei punti di misura e le caratteristiche dei sensori impiegati; la frequenza di campionamento e la modalità di acquisizione dei dati (valori istantanei, mediati, massimi, ecc.); le soglie operative adottate e i criteri utilizzati per l’attivazione delle procedure di sicurezza; la durata dei superamenti delle eventuali soglie previste; la documentazione tecnica, i protocolli o le procedure operative che disciplinano il monitoraggio delle concentrazioni di CO₂ e le conseguenti decisioni riguardanti l’esercizio ferroviario.

Si richiede inoltre di sapere se analoghe procedure di controllo siano state adottate anche per valutare l’emissione di altri gas (es. H2S) ed esalazioni vulcaniche. La richiesta è motivata dal fatto che la corretta valutazione del rischio associato alle emissioni di CO₂ e di altri gas vulcanici non può basarsi esclusivamente su singole misure puntuali, ma richiede necessariamente l’analisi dell’intera serie storica, dell’evoluzione temporale delle concentrazioni, della loro distribuzione spaziale e del contesto ambientale nel quale le misure sono state effettuate.

La disponibilità di tali informazioni consentirebbe una valutazione tecnica fondata su dati completi e contribuirebbe a una maggiore trasparenza nella comprensione delle motivazioni che hanno portato all’adozione delle misure di sicurezza. Con riserva di assumere ulteriori iniziative, si resta in attesa di un cortese riscontro”.

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