Si è svolto il 28 marzo scorso, nell’aula magna di Palazzo Migliaresi al Rione Terra, il convegno “Autismo e nuove prassi”, promosso dall’Istituto Comprensivo 1° Marconi-Diano. L’aula magna era gremita, con una platea composta principalmente da addetti ai lavori, insegnanti, educatori, pedagogisti, psicologi, ma anche da genitori interessati al tema.
L’iniziativa è stata organizzata in vista della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, il 2 aprile.
I lavori sono stati aperti da Giovanna Di Francia, giornalista, avvocato, insegnante e direttrice responsabile del Blog di Giò, che ha moderato gli interventi, introducendo i presenti al senso e agli obiettivi dell’iniziativa e sottolineando il ruolo della scuola e della comunità educante nella promozione di una riflessione condivisa su un tema di grande rilevanza sociale.
Il primo intervento è stato a cura della Dirigente Scolastica Lucia Pollio, che ha richiamato l’attenzione sulla delicatezza e complessità del tema, evidenziando come la scuola rappresenti uno spazio di inclusione, dove ogni studente possa sentirsi riconosciuto e valorizzato. La Dirigente Pollio ha sottolineato che l’impegno educativo coinvolge l’intera comunità scolastica, promuovendo competenze sociali ed emotive, rispetto, partecipazione e solidarietà.
È stata seguita da Luisa Franzese, già direttore scolastico regionale e componente del Comitato tecnico-scientifico interparlamentare, che ha condiviso la sua esperienza nel settore educativo per sviluppare strategie concrete a sostegno delle persone con autismo. Franzese ha evidenziato l’importanza di politiche inclusive e percorsi formativi mirati, sottolineando la collaborazione tra scuola e istituzioni per garantire un supporto efficace e personalizzato.
I saluti ufficiali dell’amministrazione locale sono stati portati dall’assessore all’istruzione di Pozzuoli, Maria Sole La Rana, che ha ribadito l’attenzione dell’Ente alle tematiche educative e culturali, sottolineando l’importanza di iniziative che favoriscano la crescita formativa dei giovani e il coinvolgimento attivo delle scuole sul territorio.
Particolarmente approfondito è stato l’intervento del professore associato Alessandro Frolli, esperto di Psicologia dello sviluppo e dell’Educazione. Frolli ha illustrato come ogni percorso terapeutico in neuropsichiatria infantile debba partire da una valutazione multidimensionale del bambino, integrando sviluppo cognitivo, comunicativo-linguistico, socio-relazionale e comportamento adattivo, e considerando eventuali comorbidità come disturbi d’ansia o deficit di attenzione. Ha sottolineato come la costruzione di un profilo funzionale individuale sia fondamentale per definire programmi terapeutici ed educativi personalizzati, con particolare attenzione agli interventi precoci sulle competenze socio-comunicative. L’obiettivo, ha ribadito, non è solo la riduzione dei sintomi, ma il miglioramento complessivo della qualità di vita, favorendo autonomia, gestione emotiva e adattamento sociale. Il professore, concludendo, ha evidenziato l’importanza della collaborazione multidisciplinare tra neuropsichiatri, psicologi, terapisti ed educatori e ha ricordato come la Campania abbia sviluppato una presa in carico strutturata e integrata, spesso più efficace rispetto ad altre realtà, come Roma, dove i servizi risultano frammentati.
La formatrice universitaria e insegnante di sostegno Giuseppina Costagliola ha richiamato l’attenzione sulla persona al di là della diagnosi, ricordando che ogni studente con spettro autistico è unico, con bisogni relazionali, emozioni e potenzialità differenti. Il suo intervento è stato particolarmente applaudito per la chiarezza e la profondità con cui ha sottolineato l’importanza di percorsi educativi personalizzati, intesi come opportunità di crescita, autonomia e inclusione.
È intervenuto anche lo psicologo Saverio De Vita, che ha rilevato come lavorare con bambini e adolescenti con autismo richieda un approccio attento alle singole esigenze, basato sulla comprensione dei loro modi unici di comunicare e relazionarsi. Interventi precoci e personalizzati possono favorire lo sviluppo delle competenze sociali, emotive e cognitive, creando percorsi di crescita più sereni e inclusivi.
Dopo gli interventi, il pubblico ha avuto modo di porre domande, favorendo un confronto diretto e partecipato tra relatori e partecipanti. La mattinata formativa e di studio si è conclusa con un momento conviviale offerto dall’Antica Pasticceria Del Giudice di Pozzuoli (Arco Felice), che ha deliziato i presenti con il dolce tipico brevettato “il Procolino”, nato per omaggiare la città e il suo patrono, San Procolo.
In definitiva, gli aspetti scientifici, clinici e pedagogici, pur fondamentali, trovano il loro vero senso solo quando a guidarli è il filo luminoso della condivisione e della cura: un legame invisibile che unisce educatori, medici, famiglie e studenti. È questa rete di attenzione, empatia e apertura alle differenze che trasforma conoscenze e competenze in un’esperienza educativa viva, capace di lasciare un segno profondo. Perché, alla fine, l’istruzione non è soltanto trasmissione di saperi, ma la capacità di accendere dentro ogni bambino/ragazzo la luce della propria unicità.











