Pianura, tra memoria, tradizioni e comunità

San Giorgio e San Giustino: le recenti feste hanno riportato al centro l’identità di un quartiere che guarda alla propria storia e alle sfide del presente

C’è una Pianura che si racconta attraverso la propria storia, le tradizioni religiose, le iniziative culturali e soprattutto attraverso le persone che ogni giorno contribuiscono a tenere vivo il senso di comunità. Le recenti celebrazioni dedicate a San Giorgio Martire, patrono del quartiere, e a San Giustino Maria Russolillo, sacerdote pianurese e fondatore della Congregazione dei Padri e delle Suore Vocazioniste, hanno rappresentato due momenti significativi per riscoprire un’identità che affonda le proprie radici nel passato, ma che continua a confrontarsi con le trasformazioni del presente.
Un’identità che nel corso del tempo ha conosciuto profondi cambiamenti. Fino al 1926 Pianura era un comune autonomo, prima di essere inglobata nel territorio della città di Napoli. Dal 2005 il quartiere fa parte della IX Municipalità, insieme a Soccavo. Ma la sua storia viene da molto più lontano e conserva tracce di epoche diverse: dalla presenza romana all’estrazione del piperno, fino al rapporto con i Camaldoli e con la direttrice verso i Campi Flegrei.
Sono testimonianze di questo passato la Torre Lupara e la Chiesa di San Giorgio Martire, luoghi che continuano a rappresentare punti di riferimento nella memoria collettiva del quartiere.
Ma cominciamo da San Giorgio, una festa che torna ad unire:
questo il secondo anno del nuovo corso, perché tornata a Pianura dopo oltre vent’anni. Accanto alle celebrazioni religiose, il programma ha proposto momenti culturali, iniziative ricreative e occasioni di incontro, restituendo alla festa una dimensione capace di coinvolgere fasce diverse della comunità.
Partecipato è stato anche il convegno promosso nell’ambito delle iniziative, che ha offerto, attraverso un confronto a più voci, l’occasione per affrontare il presente di Pianura
e ripercorrere,
partendo proprio dalla sua storia,
le principali trasformazioni urbanistiche e sociali del quartiere, mettendo in evidenza risorse e criticità.
Poi, la memoria di San Giustino.
A completare questo percorso legato all’identità locale è stata la ricorrenza dedicata a San Giustino Maria Russolillo, figura profondamente legata a Pianura.
Nato e vissuto nel quartiere, Russolillo dedicò la propria opera alla formazione dei giovani e alla promozione delle vocazioni, dando vita alla Congregazione dei Vocazionisti. La canonizzazione, avvenuta nel 2022 durante il pontificato di Papa Francesco, ha ulteriormente rafforzato il legame tra la figura del santo e la comunità pianurese.
La sua vicenda personale e religiosa rappresenta ancora oggi una parte importante della memoria del territorio. Le celebrazioni in suo onore diventano così non soltanto appuntamenti religiosi, ma anche momenti nei quali una comunità riscopre una figura che appartiene alla propria storia.
Ma oltre le feste, c’è una comunità che resiste: il valore delle ricorrenze va al di là dei giorni delle celebrazioni. Le feste patronali e religiose rappresentano infatti una delle occasioni attraverso cui emerge una rete sociale che durante tutto l’anno opera spesso lontano dai riflettori.
Sono le associazioni, i gruppi di volontariato, le realtà sportive e culturali, le scuole, i comitati e le attività del territorio a costruire quotidianamente occasioni di incontro e partecipazione. Una presenza capillare che costituisce una delle principali risorse di Pianura.
È anche attraverso questa rete che il quartiere prova a rispondere alle proprie difficoltà.
Però accanto a tutto ciò ci sono le sfide del presente.
Pianura porta infatti con sé alcune criticità che, purtroppo, si sono consolidate nel corso dei decenni. La crescita urbanistica del secondo dopoguerra e le trasformazioni seguite al terremoto del 1980 hanno modificato profondamente il volto del quartiere, senza che allo sviluppo edilizio, non sempre ordinato, anzi, corrispondesse sempre una crescita adeguata di servizi, infrastrutture e spazi pubblici.
Mobilità, manutenzione, aree verdi, sicurezza e opportunità occupazionali restano tra le questioni più sentite dai residenti. La presenza della ferrovia Cumana-Circumflegrea, del trasporto pubblico su gomma e della vicinanza alla Tangenziale costituisce una rete di collegamenti importante, ma non elimina le difficoltà degli spostamenti quotidiani: molteplici, purtroppo in questi anni, le segnalazioni per i disservizi delle due stazioni ferroviarie.
Tra le richieste più ricorrenti c’è soprattutto quella di una maggiore presenza sul territorio, in particolare sul fronte della sicurezza e della manutenzione degli spazi pubblici. Per molti residenti, una presenza costante delle istituzioni, con controlli adeguati, rappresenterebbe un elemento fondamentale per contrastare degrado e situazioni che incidono sulla qualità della vita.
Intervenire e farlo con continuità.
Una storia, dunque, da trasformare.
Raccontare dunque Pianura significa mettere insieme due immagini apparentemente diverse: da una parte le difficoltà di un territorio che chiede maggiore attenzione, dall’altra la vitalità di una comunità che continua a organizzarsi, partecipare e custodire la propria memoria.
Le celebrazioni estive rispettivamente di San Giorgio e San Giustino hanno mostrato proprio questo volto del quartiere. Un territorio nel quale la storia non è soltanto memoria, ma può diventare uno strumento per leggere il presente e immaginare il futuro.
Pianura dimostra, nonostante tutto, di conservare un patrimonio fatto di luoghi, tradizioni e persone. La sfida è trasformare queste risorse in una prospettiva di crescita, attraverso una presenza più continua ed efficiente delle istituzioni e una valorizzazione concreta delle realtà che già operano sul territorio.
Perché la cultura di un quartiere non vive soltanto nei suoi monumenti o nelle ricorrenze religiose e civili. Vive anche e soprattutto nella capacità delle persone di riconoscersi in una storia comune, di migliorarsi e di costruire, giorno dopo giorno, nuove occasioni di comunità.

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