Nel cuore della terra napoletana, a Pianura, nasce nel 1920 la Società delle Divine Vocazioni, conosciuta come Vocazionisti, per opera di Giustino Maria Russolillo. Nato a Pianura nel 1891, Russolillo fu sacerdote di profonda vita interiore, educatore e mistico, animato da una sensibilità spirituale straordinaria. Fin da giovane maturò una visione originale e profetica: dare vita a una famiglia religiosa composta da sacerdoti e suore, uniti dal medesimo carisma, con il compito di promuovere e accompagnare ogni forma di vocazione nella Chiesa. La sua intuizione, allora innovativa e quasi in anticipo sui tempi, si tradusse nella fondazione dei Vocazionisti e delle Vocazioniste, con l’obiettivo di trasmettere e coltivare il “messaggio vocazionale” come servizio alla crescita integrale della persona e della comunità ecclesiale.
Da un contesto semplice ma profondamente spirituale prende forma un progetto animato da una visione chiara: accogliere, custodire e accompagnare ogni vocazione, riconoscendo in ogni persona una chiamata unica e irripetibile.
Nel tempo, quel seme ha superato i confini locali, divenendo una presenza viva in 19 Paesi del mondo. Oggi i Vocazionisti portano avanti una missione fatta di accompagnamento spirituale, formazione e testimonianza, con uno sguardo attento alle esigenze dell’uomo contemporaneo.
In questo cammino, un ruolo centrale è rappresentato dalla rivista Spiritus Domini, fondata dallo stesso Don Giustino. Nata come strumento di comunicazione interna, la pubblicazione si è progressivamente affermata come espressione autentica del carisma vocazionale: una voce capace di raccontare l’opera della Congregazione, alimentarne lo spirito e offrire spunti di riflessione profondi sul tema della chiamata.
Lo stemma della rivista nella sua elaborazione grafica, opera di Andrea Morabito: San Giustino definì Spiritus Domini “piccolo messaggero dello Spirito Santo”.
Tre semplici elementi esprimono tutto questo.
Nel dettaglio
Il libro aperto del Vangelo rappresenta l’oggetto: la rivista cercherà sempre di di diffondere la Buona Novella.
Le due mani che intrecciandosi formano una colomba sono il simbolo dello Spirito Santo.
Il cerchio a sette colori è un richiamo esplicito di volere che la rivista uscisse in sette numeri per anno, uno ogni cinquanta giorni, uno ogni pentecoste (Pasqua, Pentecoste, XVII domenica per annum, XXIV domenica per annum, XXXI domenica per annum, Natale e Quaresima. Infine, ai due lati, gli anni del centenario, 1927 e 2027.
Proprio in questo contesto si inserisce un momento di particolare rilievo: il 30 aprile u.s., presso l’Auditorium del Vocazionario di Pianura, si è svolto il convegno per il centenario della rivista Spiritus Domini, in occasione del 112° anniversario della fondazione del Vocazionario (1914–2026).
L’incontro ha visto la partecipazione di autorevoli relatori: il superiore generale P. Ciro Sarnataro, il direttore della rivista P. Vittorio Zeccone, la madre generale Rev.da Sr. Chiara Stella Vitale, il superiore provinciale P. Antonio Saturno e P. Claudio De Caro parroco di San Giuseppe e Sant’Ignazio a Masseria Grande.
Significativi anche gli interventi dalla platea, che hanno arricchito il dibattito: Antonio Longobardo, rappresentante dell’Associazione Amici di Don Giustino, Andrea Saggiomo presidente della IX Municipalità e Claudio Ciotola insieme a Rossella Ciotola dell’Associazione Giornalisti Flegrei.
Alle ore 18 si è poi svolta la Santa Messa solenne nell’attiguo Santuario di San Giustino Maria Russolillo, presieduta dal Superiore Generale, momento culminante di una giornata vissuta all’insegna della memoria, della gratitudine e del rinnovato impegno vocazionale. Per gli abitanti del quartiere Pianura, ma non solo, Giustino Maria Russolillo rappresenta una figura carismatica di santo illuminato e, anche per i non credenti, un cittadino illustre di cui essere fieri.
Il centenario della rivista, che si apre ufficialmente nel percorso verso il 2027 (1927–2027), rappresenta non solo una tappa storica per la Congregazione, ma anche un momento di riflessione sul valore della comunicazione come servizio. L’iniziativa ha ricevuto il plauso delle istituzioni civili ed ecclesiali ed è stata insignita del patrocinio di realtà come l’Ordine dei Giornalisti della Campania e i Giornalisti Flegrei, a conferma del valore culturale e sociale della rivista.
Tra radici profonde e slancio missionario, la Società delle Divine Vocazioni continua così a rinnovare il proprio impegno, restando fedele all’intuizione del suo fondatore e aprendosi con fiducia alle sfide del presente, anche attraverso la forza discreta ma incisiva della parola scritta.

