Entro il 30 giugno le istituzioni scolastiche sono chiamate a concludere uno dei passaggi più significativi del processo inclusivo: la verifica finale del Piano Educativo Individualizzato (PEI) attraverso la convocazione del GLO, il Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione.
L’appuntamento conclusivo del GLO rappresenta un momento essenziale non solo sotto il profilo amministrativo, ma soprattutto sul piano pedagogico e progettuale, poiché consente di valutare l’efficacia del percorso educativo svolto durante l’anno scolastico e di programmare gli interventi necessari per l’anno successivo.
•Il quadro normativo di riferimento
La disciplina del PEI e del GLO trova fondamento principalmente in:
Decreto Legislativo n. 66/2017;
Decreto Legislativo n. 96/2019;
Decreto Interministeriale n. 182/2020;
Linee guida ministeriali allegate al D.I. 182/2020;
Nota Ministeriale n. 40 del 13 gennaio 2021;
Sentenze del TAR Lazio e successivi interventi ministeriali che hanno confermato l’utilizzo dei modelli nazionali di PEI.
Il D.I. 182/2020 definisce struttura, modalità di redazione del PEI e funzionamento del GLO, individuando nella verifica finale uno strumento indispensabile per monitorare il processo di inclusione e formulare le proposte di sostegno per l’anno scolastico successivo.
•Il ruolo del GLO nella verifica finale
Il Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione è composto da:
dirigente scolastico o suo delegato;
docenti contitolari o consiglio di classe;
docente di sostegno;
genitori dell’alunno o chi esercita la responsabilità genitoriale;
figure professionali interne ed esterne coinvolte nel progetto inclusivo;
unità di valutazione multidisciplinare dell’ASL, ove prevista;
eventuali specialisti indicati dalla famiglia.
La riunione conclusiva del GLO ha il compito di:
verificare il raggiungimento degli obiettivi previsti dal PEI;
valutare l’efficacia delle strategie didattiche adottate;
analizzare eventuali criticità emerse;
definire proposte migliorative;
formulare il fabbisogno di risorse professionali e organizzative;
proporre il numero delle ore di sostegno;
indicare la necessità di assistenza all’autonomia e alla comunicazione.
•Cosa deve contenere la verifica finale del PEI
La verifica conclusiva deve essere accuratamente documentata e verbalizzata. In particolare, è opportuno che il GLO analizzi:
1. Livelli di partecipazione e inclusione
Valutazione del grado di partecipazione dell’alunno alla vita scolastica, alle attività curricolari ed extracurricolari, alle relazioni con il gruppo classe.
2. Obiettivi educativi e didattici
Analisi degli obiettivi raggiunti nelle diverse dimensioni previste dal PEI:
relazione e interazione;
comunicazione e linguaggio;
autonomia personale e sociale;
area cognitiva e degli apprendimenti.
3. Strategie e metodologie
Verifica dell’efficacia di:
didattica inclusiva;
strumenti compensativi;
misure dispensative;
tecnologie assistive;
attività laboratoriali;
interventi personalizzati.
4. Barriere e facilitatori
Individuazione degli elementi che hanno ostacolato o favorito il percorso inclusivo secondo il modello bio-psico-sociale ICF adottato dalla normativa vigente.
5. Proposte per l’anno successivo
Definizione delle risorse necessarie per garantire continuità educativa e qualità dell’inclusione.
•Le procedure operative consigliate
Per una corretta gestione della verifica finale, le scuole dovrebbero adottare alcune procedure organizzative condivise.
•Convocazione del GLO
La convocazione deve avvenire con congruo anticipo, indicando:
ordine del giorno;
documentazione da visionare;
modalità di partecipazione;
eventuale collegamento a distanza.
•Predisposizione della documentazione
È buona pratica raccogliere preventivamente:
relazioni finali dei docenti;
osservazioni sistematiche;
verifiche e prove svolte;
documentazione educativa;
contributi degli specialisti;
osservazioni della famiglia.
•Verbalizzazione accurata
Il verbale deve riportare:
partecipanti presenti e assenti;
sintesi della discussione;
valutazione conclusiva;
proposte formulate;
eventuali osservazioni della famiglia.
Una verbalizzazione dettagliata costituisce elemento fondamentale anche sotto il profilo della tutela amministrativa e della trasparenza.
•Il PEI provvisorio per le nuove certificazioni
Per gli alunni con nuova certificazione ai sensi della Legge 104/1992, il GLO può predisporre entro giugno il PEI provvisorio.
Tale documento ha funzione organizzativa e consente alla scuola di:
formulare tempestivamente le richieste di sostegno;
programmare l’assistenza specialistica;
predisporre interventi di accoglienza;
favorire la continuità educativa nel passaggio tra ordini di scuola.
Il PEI provvisorio rappresenta quindi uno strumento strategico per garantire l’avvio regolare del nuovo anno scolastico.
•Buone pratiche per un GLO realmente inclusivo
Affinché il GLO non si riduca a un mero adempimento burocratico, risulta fondamentale promuovere alcune buone pratiche operative:
centralità della corresponsabilità educativa;
la progettazione inclusiva deve coinvolgere tutti i docenti del consiglio di classe, evitando deleghe esclusive al docente di sostegno.
•Partecipazione attiva della famiglia
La famiglia deve essere considerata interlocutore essenziale nella definizione degli obiettivi e nella valutazione del percorso.
•Continuità tra scuola e servizi
Il raccordo con ASL, educatori e specialisti favorisce una lettura integrata dei bisogni dell’alunno.
•Utilizzo di evidenze documentate
Le valutazioni del GLO devono basarsi su osservazioni, dati e documentazione concreta, evitando formulazioni generiche.
•Programmazione anticipata
La definizione tempestiva delle risorse consente alle scuole e agli enti locali una migliore organizzazione del servizio.
•Un momento decisivo per il diritto allo studio
La verifica finale del PEI costituisce uno dei passaggi più delicati dell’intero processo di inclusione scolastica. Non si tratta di un semplice obbligo amministrativo, ma di uno strumento attraverso cui la scuola esercita concretamente il principio costituzionale del diritto allo studio e dell’inclusione.
La qualità del lavoro svolto dal GLO incide direttamente sulla continuità educativa, sulla personalizzazione degli interventi e sull’effettiva partecipazione dell’alunno alla vita scolastica.
Per questo motivo, la riunione conclusiva di giugno deve essere preparata con attenzione, competenza normativa e autentica corresponsabilità pedagogica.

