L’anniversario della liberazione d’Italia, noto anche come Festa della Liberazione, è una festa nazionale della Repubblica Italiana che si celebra ogni anno il 25 Aprile per commemorare la liberazione d’Italia dall’occupazione nazista e dal fascismo, per opera della resistenza italiana e degli alleati.
E’ un giorno fondamentale per la storia d’Italia come simbolo della lotta condotta dai partigiani e dall’esercito a partire dall’otto settembre del 1943, giorno in cui gli italiani seppero dell’armistizio di Cassibile, appena firmato con gli alleati.
Su proposta del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il 22 Aprile del 1946, il principe luogotenente del Regno d’Italia Umberto II di Savoia, emano’ un decreto legislativo luogotenenziale con disposizioni in materia di ricorrenze festive.
L’articolo 1 stabiliva la festività del 25 Aprile per quell’anno: “celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 Aprile è dichiarato festa nazionale”.
Ripercorrendo la storia si evincono le chiare e tragiche vicende della più recente storia d’Italia. Non è un modo per riaprire le ferite, coltivare la divisione, sarebbe il ricordo dei morti e la celebrazione dei sacrifici sofferti se non intendessimo il significato più genuino ed il valore immanente, se gli italiani non avessero tratto profitto dagli insegnamenti delle loro comuni esperienze e tra gli italiani i giovani soprattutto, a cui è riservato l’avvenire della patria.
Ma quale motivo migliore, occasione di questa commemorazione, per farci riflettere su questo momento tragico in cui versa il mondo: un mondo di cui noi facciamo parte, le cui vicissitudini toccano il nostro paese e non sono solo fatti da leggere su libri o articoli di giornale, né edizioni straordinarie il TG che ascoltiamo e leggiamo sempre con distacco come se nulla ci potesse toccare, ma fatti veri che coinvolgono il nostro prossimo; il solo pensare a tutte quelle popolazioni coinvolte nelle attuali guerre, bambini che non hanno più possibilità di crescere attraversando le varie fasi della vita, altri coperti dal fango e dal terreno senza nemmeno una croce. Chi pregherà per loro, chi aiuterà tutti coloro che non hanno più nulla che vivono nella più profonda povertà, che si sono ritrovati senza una casa senza un familiare?
Che tristezza pensare che tutto va a rotoli, che qualche potente si pavoneggia in vittorie solo paventate ma che hanno il sapore del sangue, sangue di morti.
Allora oggi pure un solo un minuto possa raccoglierci dinanzi a Dio con una preghiera, affinché possa placare questo odio che da qualche mese si è intensificato tra le popolazioni distruggendo tutto ciò che estraneo a chi è ignaro del potere, vittime solo di esser nate su territori contesi e non rispettati. Ma questa preghiera che serve anche a ringraziare il Signore per averci fatto capire quanto sia grande la parola libertà, quanto sia un bene profondo un valore per il quale e secondo il quale bisogna vivere nel rispetto della civiltà e della società in cui viviamo.
Gesù era un uomo libero e questo principio l’ha inculcato sulla terra a tutti noi con la sua parola ma certamente non con le armi; saremo capaci di continuare quali discepoli il suo compito? Io ho qualche dubbio ma ancora ci spero, non voglio assolutamente pensare che sia morto per nulla sacrificandosi per noi che ci siamo rivelati vuoti, affamati di beni materiali, assetati di odio e rancore.
Queste sono le armi più potenti di missili e droni, di portaerei e kalashnikov; con il potere, la cattiveria non si arriverà mai alla pace e le guerre ci devasteranno come i falsi idoli idolatrati citati nella Bibbia, i quali divennero solo un boomerang per chi vi aveva fermamente aveva creduto. La verità e’ nella parola di Dio e nella preghiera, quindi crediamo fortemente nella pace, ma per crederci dobbiamo costruire e si costruisce solo credendo e analizzando il vero significato della parola libertà. Cosa festeggiamo oggi?
Una liberazione da oppressori che persecutori che risale al 1946 la libertà; un giorno ci sarà un’altra data ancora spero che commemorerà la pace del 2026 per i popoli coinvolti nelle attuali guerre, ma per questo tutti noi dobbiamo pregare e tanto affinché il signore possa poggiare la sua mano sul mondo, far ragionare chi oggi e solo accecato da fama di potere.
In questo 25 Aprile mi sono soffermata su quanto valore abbia “la libertà avendola persa affrontando il carcere; oggi nel mio piccolo e con la preghiera miro ad arrivare alla libertà di tutti i popoli, un valore di cui ogni essere umano ha diritto e la nostra Costituzione ne è il manifesto.
Auguri a tutti esortandovi a costruire per raggiungere la libertà che è un nostro diritto…
