Napoli scopre le sue fragilità e paure con la visita in città di Papa Leone

Ricevo da Nanà e pubblico:

”Un Papa che abbiamo acclamato con la sua elezione al pontificato, successore dell’amato Francesco e che per un anno abbiamo guardato sempre da lontano, forse mai sentito nostro, distaccato e predicatore del Vangelo che poco sentivamo di seguire quali discepoli, credenti, cristiani.

Sensazioni vissute da molti come me, ancora agganciati a quell’amore fraterno che ci ha legati a Francesco (il Papa di tutti, il Papa umile).

Ma le sensazioni assumono una veste diversa con la visita di Papa Leone a Napoli. È arrivata la sua parola fin dentro il cuore, scardinando pregiudizi e vecchi confronti ingiustificati ed inappropriati rispetto al suo predecessore, scatenando un groviglio di emozioni tra fede, amore, bisogno di Cristo, ma soprattutto protezione, di protezione attraverso la mano di Dio per tutte le precarietà e insicurezze che questa città ha sempre nascosto dietro i sorrisi.

Con lui ci siamo messi a nudo, con la dilagante povertà, i soprusi e lo sviluppo turistico che a molti residenti, preclude anche un alloggio.

Voci di persone che hanno raccontato di una Napoli che spesso cammina stanca, disorientata e delusa come i due discepoli del Vangelo, che ha bisogno di quella prossimità offerta loro da Gesù, voci di un popolo che ancora oggi avverte la necessità di fermarsi e chiedersi cosa conta davvero…..

La chiesa locale ha fatto ed ancora continua ad essere un collante, tra gli sforzi dei singoli, connettendo le energie, i talenti e le aspirazioni, promuovendo il patto educativo con le istituzioni e tante realtà ecclesiali e del terzo settore.

Tutto questo il Papa l’ha fatto suo auspicando a noi napoletani che questa rete che ci unisce non si spezzi e che questa luce che abbiamo iniziato ad accendere nel buio, non perda il suo  colore, questo sogno che stiamo realizzando per rendere una Napoli più bella e migliore!

Che non resti solo una cartolina ma un cantiere aperto di pace……costruire il bene in una realtà segnata da sfiducia e mancanza di opportunità…

Ha centrato il bersaglio il Papa, ha letto l’altra faccia dei Napoletani, le loro angosce e paure, trasformandole in motivo di speranza …… perché noi possiamo  farcela … siamo napoletani ed abbiamo Cristo nel cuore…

Grazie a papa Leone, avevamo bisogno di smascherarci e ritrovarci con lui in preghiera”.

Nana

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