Nanà ci regala una sua riflessione sulla Giornata Contro la Violenza sulle Donne

Oggi, 25 novembre, è la Giornata contro la Violenza sulle Donne: una data in cui tutti si mobilitano ricordando, tra scarpette e fiocchi rossi, tante donne che non ci sono più, donne martoriate, straziate, vessate da quella possessività che, mascherata da un amore inesistente, ha indotto tanti uomini a sottoporle a violenze fisiche e psicologiche.

“Sei mia, ti amo”. Solitamente sono queste le parole che come tenaglie stringono mente e cuore di noi donne, pensando, credendo che quell’uomo ci ami, ci protegga da ogni insidia…. Ed in virtù di questo rapporto malato, abbassiamo la testa piegandoci ad ogni richiesta.

il tempo, talvolta marcato dalle sofferenze, ci induce a pensare, a riflettere su quegli atteggiamenti irrispettosi e malvagi fomentandoci dentro quella ribellione che nei fatti, nell’esternazione sarà solo un salto nel buio, fatto di violenza e spesso fautore di morte.

Avevamo creduto nella favola, nel principe azzurro, emulando la figura dell uomo ,quasi fosse l idolo per il quale sacrificarsi; ma l’amore non produce lividi, non ti lacera la pelle, non ti vessa la mente con falsi stereotipi……….

Ormai i corpi di tante come noi hanno mangiato terrra e sangue….hanno visto e sentito la paura, quella che ti immobilizza braccia e gambe…quella che ti fa ingoiare lacrime e voce………..

Molte sono riuscite per tempo e coraggio a sovvertire i ruoli… a depaupurare quell’atteggiamento di padronanza di ogni attacco, ribellandosi per se stesse, per i figli, per la loro vita, sinonimo di libertà e autonomia. Ce l’hanno fatta …. Oggi sono libere, hanno riscattato con il loro coraggio se stesse e le compagne ammazzate … continuano a combattere per loro e per chi verrà, divulgando con la loro opera e prostrazione quel monito cosi duro ma efficace: ’’La testa abbassiamola solo per pulirci le scarpe e nel lavatesta del parrucchiere. Ma innanzitutto, dinanzi a Dio che continui a darci la forza per armarci di coraggio e cultura, unico strumento oggi per educarci sulla parita di genere”.

Quel “ti amo” vogliamo ascoltarlo e farlo nostro, perché ci piace ascoltarlo e pronunciarlo ma all’insegna del rispetto e della condivisione, infiocchettato d’azzurro come il cielo….. perchè generiamo la vita, siamo donne, siamo in gamba e siamo tante…………….
Nana’

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