Tra i temi della prima prova della Maturità di quest’anno figura anche Mario Calabresi, giornalista e scrittore milanese tra le voci più autorevoli del panorama culturale italiano contemporaneo. Per la Tipologia B è stato scelto un estratto del suo libro Alzarsi all’alba, un testo che invita gli studenti a riflettere sul significato dell’impegno, della perseveranza e sulla necessità di diffidare delle scorciatoie.
La prova, iniziata alle 8.30 di giovedì 18 giugno, propone ai maturandi una riflessione sul valore della fatica come elemento essenziale nella costruzione del proprio futuro personale e professionale. Nel brano selezionato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, Calabresi racconta una conversazione con la nonna, che descrive il Novecento come il secolo capace di liberare l’uomo da molte delle fatiche materiali che avevano caratterizzato la vita delle generazioni precedenti. Tuttavia, sottolinea l’autore, esiste una forma di impegno che nessun progresso tecnologico può eliminare: quella necessaria per raggiungere risultati autentici e duraturi.
«Le scorciatoie, se ci sono, sono un inganno»: è questo il messaggio centrale del testo, che invita i giovani ad affrontare con consapevolezza le difficoltà e i sacrifici inevitabili nel percorso di crescita. Un tema particolarmente attuale in una società spesso orientata all’immediatezza e alla ricerca del successo rapido.
Intervenuto ai microfoni di una nota emittente radiofonica dopo la diffusione delle tracce, Calabresi ha raccontato la propria sorpresa per la scelta del suo testo all’esame di Stato. «Non me lo sarei mai aspettato», ha dichiarato il giornalista, spiegando che il libro nacque proprio da un confronto con alcuni studenti prossimi alla maturità.
«Dissi loro: vi auguro nella vita di fare tanta fatica», ha ricordato l’autore. Da quell’incontro prese forma un volume dedicato alle storie di uomini e donne che si alzano all’alba, affrontano sacrifici quotidiani e mettono passione, responsabilità e dedizione nel proprio lavoro. Non una celebrazione della sofferenza fine a sé stessa, ma una riflessione sul valore educativo dell’impegno e sulla soddisfazione che deriva dal raggiungimento di obiettivi conquistati con costanza.
Nei giorni precedenti all’esame, alcuni studenti di un liceo della provincia di Roma avevano inoltre scritto a Calabresi per raccontargli di aver scelto proprio “Alzarsi all’alba” come fonte d’ispirazione per il loro percorso orale, segno di quanto il tema dell’impegno continui a parlare alle nuove generazioni.
Non è mancato un aneddoto familiare. Le due figlie del giornalista hanno sostenuto la maturità lo scorso anno e, con ironia, hanno commentato la notizia dicendo: «Papà, meno male che questa traccia non è uscita quando l’abbiamo fatta noi».
Ma chi è Mario Calabresi.
Nato a Milano nel 1970, Mario Calabresi è una delle firme più note del giornalismo italiano contemporaneo. Figlio di Luigi Calabresi, ha vissuto in prima persona una delle pagine più dolorose della storia repubblicana.
Il padre, commissario della Polizia di Stato negli anni della strategia della tensione, si trovò al centro delle polemiche seguite alla morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli nel 1969. Pur non essendo mai stato condannato per quei fatti, divenne il bersaglio di una durissima campagna politica e mediatica. Il 17 maggio 1972 venne assassinato sotto casa da militanti di Lotta Continua, una vicenda che segnò profondamente la famiglia Calabresi e l’intero Paese.
Nel corso della sua carriera, Mario Calabresi ha spesso affrontato temi legati alla memoria, alla giustizia, alla riconciliazione e alla responsabilità civile. È stato direttore di La Stampa e successivamente di la Repubblica, oltre ad aver pubblicato numerosi libri dedicati alla società italiana, al lavoro, ai cambiamenti generazionali e alle sfide della crescita personale.
Una scelta che parla ai giovani di oggi.
La presenza di Calabresi tra gli autori della Maturità 2026 appare particolarmente significativa perché intercetta una delle grandi questioni che attraversano il dibattito contemporaneo: il rapporto tra giovani, successo e sacrificio. In un’epoca dominata dalla velocità delle piattaforme digitali, dalla ricerca della visibilità immediata e dall’idea che tutto possa essere ottenuto in tempi rapidi, il testo propone una prospettiva controcorrente.
La riflessione dell’autore non si limita infatti al mondo dello studio o del lavoro, ma riguarda più in generale il modo in cui si costruisce una vita. L’impegno, la pazienza, la capacità di affrontare gli insuccessi e di accettare percorsi lunghi diventano strumenti indispensabili per sviluppare competenze, relazioni solide e una reale consapevolezza di sé.
La scelta del Ministero sembra quindi voler offrire agli studenti non soltanto un tema di analisi, ma anche uno spunto di riflessione sul passaggio all’età adulta. La maturità rappresenta infatti uno dei primi grandi momenti di confronto con responsabilità, aspettative e decisioni che influenzeranno il futuro. In questo contesto, il messaggio di Alzarsi all’alba assume un valore che va oltre l’esame stesso: ricorda che i risultati più significativi raramente arrivano senza fatica e che il percorso conta spesso quanto la meta.
Una traccia che, al di là dell’attualità dell’autore scelto, invita i maturandi a interrogarsi sul significato del merito, della perseveranza e della costruzione del proprio futuro, temi destinati a restare centrali anche oltre i banchi di scuola.
Maturità 2026, tra le tracce anche Mario Calabresi: «Il valore della fatica per costruire il futuro»
Dall’estratto di "Alzarsi all’alba" emerge un messaggio rivolto ai giovani: non esistono scorciatoie per costruire risultati duraturi
