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Caldo record e salute del cuore: cosa c'è da sapere - Dalla disidratazione alle aritmie: perché le alte temperature possono mettere in difficoltà il sistema cardiovascolare e come proteggersi

Le ondate di calore che stanno interessando l’Italia e gran parte del mondo non rappresentano soltanto un disagio climatico, ma una vera sfida per la salute pubblica. Tra gli organi più esposti agli effetti delle alte temperature c’è il cuore, costretto a un lavoro supplementare anche quando il corpo è a riposo.
Con il caldo intenso l’organismo mette in atto una serie di meccanismi per mantenere costante la temperatura corporea. Tra questi, l’aumento del flusso di sangue verso la pelle e la dilatazione dei vasi sanguigni, processi che consentono di disperdere il calore ma che, allo stesso tempo, impongono un notevole impegno al sistema cardiovascolare.

Perché il caldo affatica il cuore

Quando le temperature aumentano, il cuore accelera il proprio ritmo per pompare una maggiore quantità di sangue verso la superficie cutanea. Questo incremento della frequenza cardiaca rappresenta uno sforzo aggiuntivo che, nelle persone sane, viene generalmente compensato senza difficoltà, mentre può diventare più impegnativo nei soggetti affetti da patologie cardiovascolari.
Alla tachicardia si associa la vasodilatazione, ossia l’allargamento dei vasi sanguigni, indispensabile per favorire la dispersione del calore. Questo fenomeno può però determinare un abbassamento della pressione arteriosa, provocando debolezza, senso di stanchezza, vertigini e, nei casi più marcati, episodi di svenimento.

Disidratazione e perdita di sali minerali

Le elevate temperature favoriscono una sudorazione abbondante, con conseguente perdita di acqua e di elettroliti fondamentali, come sodio e potassio.
Lo squilibrio di questi minerali può alterare il normale funzionamento elettrico del cuore, aumentando il rischio di aritmie nelle persone predisposte. La disidratazione, inoltre, rende il sangue più concentrato e viscoso, favorendo la formazione di trombi soprattutto nei pazienti con malattie coronariche o problemi circolatori.

Le possibili complicazioni

Nella maggior parte dei casi il caldo può essere affrontato adottando semplici precauzioni. Tuttavia, nelle persone con malattie cardiovascolari già presenti, le alte temperature possono favorire il peggioramento dello scompenso cardiaco, la comparsa di aritmie anche importanti e, nelle situazioni più delicate, aumentare il rischio di eventi ischemici come l’infarto.
Si tratta di complicanze che interessano prevalentemente soggetti già fragili o con patologie pregresse, motivo per cui la prevenzione assume un ruolo fondamentale.

Un fenomeno destinato a crescere

Il cambiamento climatico sta modificando anche il quadro delle malattie cardiovascolari. La crescente frequenza delle ondate di calore ha spinto la comunità scientifica a dedicare particolare attenzione agli effetti delle temperature estreme sul cuore e sulla circolazione, riconoscendo questa problematica come una nuova sfida per la medicina preventiva.

Chi è più a rischio

Le categorie più vulnerabili sono rappresentate dagli anziani e dalle persone affette da patologie cardiovascolari.
Con l’avanzare dell’età diminuisce infatti la percezione della sete, aumentando il rischio di disidratazione. Molti anziani, inoltre, tendono a sottovalutare i primi sintomi, ritardando la richiesta di assistenza medica.
Particolare attenzione deve essere riservata anche ai pazienti con scompenso cardiaco, ipertensione, cardiopatie ischemiche e aritmie, soprattutto se in terapia farmacologica.

I segnali da non sottovalutare

Durante i periodi di caldo intenso è importante prestare attenzione ad alcuni sintomi che possono indicare una sofferenza del sistema cardiovascolare:

• difficoltà respiratoria insolita;
• palpitazioni o battito irregolare;
• gonfiore di gambe e caviglie;
• vertigini o episodi di svenimento;
• confusione mentale;
dolore al petto;
• rapido aumento di peso, possibile segnale di ritenzione di liquidi.

In presenza di questi sintomi è consigliabile rivolgersi tempestivamente al medico o ai servizi di emergenza.

Le regole per proteggere il cuore

La prevenzione passa innanzitutto attraverso una corretta idratazione, sempre adeguata alle proprie condizioni cliniche. È preferibile bere regolarmente durante la giornata, evitando alcolici e bevande eccessivamente zuccherate, che possono favorire la disidratazione.
Per chi soffre di scompenso cardiaco o di altre malattie cardiovascolari, tuttavia, l’assunzione di liquidi deve essere personalizzata. In questi casi è fondamentale seguire le indicazioni del medico, poiché un eccesso di acqua può provocare un accumulo di liquidi nell’organismo e aggravare la malattia.
Anche l’attività fisica richiede particolare attenzione. È consigliabile praticarla esclusivamente nelle ore più fresche della giornata, evitando gli sforzi durante la tarda mattinata e il primo pomeriggio.
Gli ambienti domestici dovrebbero essere mantenuti freschi e ben ventilati, mentre l’abbigliamento dovrebbe essere leggero e di colore chiaro. Un’alimentazione ricca di frutta e verdura contribuisce inoltre a mantenere una buona idratazione.

Farmaci: mai modificare la terapia senza il medico

Chi assume farmaci per la pressione arteriosa, diuretici o altre terapie cardiovascolari non deve mai sospendere o modificare autonomamente i medicinali durante l’estate.
Nei mesi più caldi è inoltre opportuno monitorare periodicamente i livelli di potassio, soprattutto nei pazienti cardiopatici e in coloro che assumono diuretici, poiché alterazioni di questo elettrolita possono favorire disturbi del ritmo cardiaco.

Il ruolo della famiglia

Durante l’estate il supporto dei familiari può rivelarsi determinante, soprattutto per gli anziani che vivono soli e per le persone affette da malattie cardiovascolari.
Una rete familiare attenta consente di controllare che vengano assunti liquidi in modo adeguato, che la terapia venga seguita correttamente e che eventuali segnali di malessere non vengano trascurati.
In un’estate sempre più caratterizzata da temperature estreme, proteggere il cuore significa adottare semplici comportamenti quotidiani e non sottovalutare i primi segnali dell’organismo. La prevenzione resta il principale strumento per ridurre i rischi legati al caldo e tutelare la salute cardiovascolare.

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