Lettera aperta di un cittadino al Sindaco di Pozzuoli

Ricevo e pubblico:

“Signor Sindaco, mi rivolgo a Lei, all’intera Amministrazione comunale e ai componenti della Commissione che hanno esaminato le domande di contributo per la riqualificazione sismica degli edifici danneggiati dal bradisismo.

Dopo oltre due anni dagli eventi sismici che hanno costretto centinaia di famiglie a lasciare le proprie abitazioni, i cittadini hanno il diritto di comprendere le ragioni delle scelte compiute e, soprattutto, di sapere quali iniziative siano state adottate per perseguire l’obiettivo prioritario: la messa in sicurezza del patrimonio edilizio e il ritorno delle famiglie nelle proprie case.

Il punto centrale non è stabilire se i provvedimenti adottati siano formalmente legittimi. Saranno i giudici a pronunciarsi su questo. Il vero interrogativo riguarda il ruolo che l’Amministrazione ha scelto di assumere in una delle emergenze più gravi della storia recente di Pozzuoli.

Molti cittadini hanno avuto la percezione che l’azione amministrativa sia stata orientata prevalentemente alla verifica rigorosa dei requisiti formali, piuttosto che alla ricerca di ogni soluzione possibile per consentire l’accesso ai contributi previsti dallo Stato e accelerare la messa in sicurezza degli edifici.

È lecito domandarsi se siano state percorse tutte le strade amministrative e istituzionali utili a sostenere gli sgomberati: chiarimenti interpretativi, interlocuzioni con il Governo e con la Regione, richieste di deroghe, indicazioni operative ai tecnici e ogni altra iniziativa che potesse favorire, nel rispetto della legge, il raggiungimento dell’interesse pubblico.

Particolarmente difficile da comprendere è il fatto che siano stati negati i contributi anche per gli interventi sulle parti comuni di edifici già dichiarati inagibili. Tali interventi riguardano la stabilità e la sicurezza dell’intero fabbricato e costituiscono il presupposto indispensabile per il rientro delle famiglie nelle proprie abitazioni.

Proprio per questo il Sindaco, quale autorità locale di protezione civile e responsabile della tutela della sicurezza e dell’incolumità pubblica, è chiamato a spiegare ai cittadini quali iniziative abbia intrapreso o intenda intraprendere affinché edifici dichiarati non sicuri non rimangano per anni privi degli interventi necessari al loro consolidamento.

Ha inoltre suscitato forte disorientamento il comportamento tenuto in relazione ai ricorsi. Molti cittadini, anche sulla base delle indicazioni ricevute, hanno ritenuto che il ricorso al TAR fosse lo strumento di tutela da esperire; successivamente, nell’udienza camerale del 24 giugno, l’Avvocatura comunale ha sostenuto che il TAR non fosse il giudice competente, eccezione poi accolta dal Tribunale. Pur trattandosi di una scelta difensiva legittima, è comprensibile che molti cittadini abbiano percepito una contraddizione e attendano un chiarimento.

I cittadini non chiedono privilegi né trattamenti di favore. Chiedono istituzioni che, nel rispetto della legge, facciano tutto ciò che è nelle loro possibilità per tutelare la sicurezza collettiva, favorire la ricostruzione e restituire fiducia a una comunità che da oltre due anni vive lontana dalle proprie case, mentre il fenomeno bradisismico continua a mettere quotidianamente alla prova il patrimonio edilizio dei Campi Flegrei.

La sicurezza delle persone deve rimanere il fine ultimo dell’azione amministrativa. È su questo che i cittadini chiedono oggi un confronto pubblico, trasparente e responsabile”.

Lettera firmata

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