Il gesto che educa

Alzarsi in piedi in classe: rito vuoto o forma concreta di rispetto reciproco?

Nel 1962, anno dell’istituzione della scuola media unica con la legge 1859, il cantante Luigi Tenco attraverso la sua canzone “Cara maestra” esprimeva, in un ritornello di pochi versi, un dubbio che ancora oggi risuona nelle aule scolastiche di ogni ordine e grado: come interpretare la tensione tra uguaglianza proclamata e gerarchia praticata? Il gesto quotidiano di alzarsi in piedi al passaggio del docente, simbolo di rispetto, potrebbe sembrare una formalità svuotata di senso o, al contrario, un atto carico di significato. Ma il valore di un gesto come questo non dipende solo dalla sua storia, dalla sua origine, ma anche da come viene vissuto e spiegato nel contesto attuale.

La scuola non educa solo attraverso i contenuti, ma anche tramite forme, tempi e posture, come sottolineato da Michel Foucault in “Sorvegliare e punire”. Le istituzioni moderne, infatti, hanno creato dispositivi disciplinari che incidono prima sui corpi e poi sulle menti. Se, storicamente, l’alzarsi in piedi di fronte al docente ha avuto il sapore di un atto di deferenza e sottomissione, oggi questa pratica può essere reinterpretata come un gesto di buona educazione, di riconoscimento della presenza dell’altro, senza implicare necessariamente una gerarchia rigida.

La chiave sta nel significato che diamo a questo rito: alzarsi per il professore può essere letto come un segno di rispetto, ma anche un atto di cortesia e accoglienza che coinvolge chiunque entri in aula, non solo chi detiene il “potere” dell’insegnamento. E, ancor più, potrebbe essere un momento di reciproco rispetto, se lo stesso docente si alzasse per accogliere un ospite o il dirigente scolastico. In questo modo, il gesto non resterebbe vincolato a un’unidirezionalità del potere, ma si trasformerebbe in un simbolo di comunità.

È questo l’insegnamento che proviene dalla pedagogia democratica, da Mario Lodi a Henry Giroux, che ci invita a guardare alla scuola come uno spazio di costruzione simbolica. Ogni gesto e ogni pratica scolastica può essere interpretata come un’occasione di cittadinanza, non come la riproduzione passiva di una gerarchia. Se il saluto dell’ “alzarsi in piedi” viene spiegato come un atto di riconoscimento e di educazione civile, allora diventa parte integrante di un percorso che mira a costruire un ambiente di apprendimento sano, basato sul rispetto e sulla partecipazione.

Questa riflessione si inserisce perfettamente nel confronto con L’Onda (romanzo di Todd Strasser e film di Dennis Gansel) dove viene raccontato l’esperimento di un insegnante che, per far comprendere ai suoi studenti come il nazismo sia riuscito a ottenere consensi, crea un movimento autoritario chiamato “L’Onda”, basato su regole rigorose di disciplina, obbedienza e unità. In breve tempo, il gruppo evolve in una forma di fanatismo, con i dissidenti isolati e il movimento che sfugge al controllo, mettendo in evidenza la pericolosità del conformismo.

Il finale è un potente monito contro la facilità con cui le persone possono essere manipolate e trascinate in dinamiche autoritarie. Il racconto, in entrambe le versioni, mette in luce come l’attrazione per il potere, la sicurezza e l’ordine possa condurre rapidamente alla perdita della libertà individuale, all’intolleranza e all’oppressione. L’esperimento, nato come una lezione, si trasforma in un ammonimento sulle insidie del totalitarismo, invitando alla riflessione sulla fragilità delle democrazie e sulla necessità di vigilare contro ogni forma di abuso di potere.
Questo può essere un monito per la scuola: ogni gesto, ogni rituale, se non inserito in un contesto di consapevolezza e dialogo, può diventare uno strumento di controllo anziché di educazione.

Il saluto che si compie alzandosi in piedi oggi, se ben compreso e vissuto, non ha nulla a che fare con l’indottrinamento o con la riproduzione di gerarchie autoritarie. È un atto che, nel suo piccolo, costruisce un ambiente educativo positivo, dove il rispetto non è imposto, ma interiorizzato come parte di un codice condiviso. Se presentato come un momento di accoglienza reciproca, il saluto non diventa un esercizio di obbedienza passiva, ma un’opportunità di educazione civile.

Quindi, l’importante non è se ci si alza in piedi o meno, ma quale significato diamo a quel gesto. Se il saluto diventa un atto di educazione consapevole, che riconosce la dignità e il ruolo di ciascun individuo nella comunità scolastica, allora esso può trasformarsi in un potente strumento di costruzione di un ambiente di apprendimento sano, dove ogni persona si sente rispettata e valorizzata. Al contrario, se ridotto a un automatismo non spiegato, rischia di diventare una forma vuota e sterile, che non porta con sé alcun valore educativo.

La scuola non deve mai cadere nell’errore de L’onda, dove i rituali diventano mezzi di controllo e di conformismo. L’alzarsi in piedi oggi, se letto come un gesto di rispetto reciproco, diventa una pratica che va ben oltre la semplice formalità. È un atto che promuove la libertà di pensiero, la riflessione e l’inclusività, costruendo i pilastri di una scuola che non si limita a trasmettere conoscenze, ma che forma individui consapevoli e rispettosi. È un segno che ogni giorno possiamo scegliere di imprimere nel nostro percorso educativo: un piccolo gesto che, se compreso e condiviso, ha il potere di trasformare la scuola in una vera comunità, dove ognuno si sente accolto, valorizzato e partecipe.

In questo spazio, il saluto non è mai una sottomissione, ma una dichiarazione di appartenenza e di uguaglianza. Perché educare non significa solo istruire, ma insegnare a riconoscere l’altro, a dialogare con lui, a costruire insieme un futuro che non si fonda sulla divisione, ma sull’incontro.

Il nostro gesto quotidiano, semplice e silenzioso, di alzarsi in piedi, può diventare la testimonianza di una scuola che non teme il cambiamento, ma che lo accoglie come un’opportunità per crescere insieme, in un continuo, reciproco, e sempre più consapevole, atto di educazione.

Ultimi articoli pubblicati

Articoli Correlati