IC 1 di Pozzuoli, osservare per includere

Giornata inaugurale di presentazione del progetto sperimentale ABA dedicato all’inclusione e al benessere degli alunni con autismo e DSA

Non solo insegnare, ma imparare prima di tutto a osservare, comprendere e riconoscere i bisogni di ogni alunno. È questo il filo conduttore di “Osservare, comprendere, insegnare”, il progetto sperimentale ABA promosso dall’Istituto Comprensivo 1 “G. Marconi – Diano” di Pozzuoli, con l’obiettivo di sviluppare percorsi dedicati all’inclusione e al benessere scolastico degli alunni con autismo e DSA.

Il progetto sarà presentato ufficialmente lunedì 5 ottobre 2026, alle ore 15.30, nell’Aula Magna dell’istituto di via Solfatara 32, nel corso di una giornata inaugurale che metterà al centro un tema sempre più importante per la scuola: come trasformare l’inclusione da principio dichiarato in pratica quotidiana.

Ad aprire i lavori sarà la dirigente scolastica prof.ssa Lucia Pollio. La moderazione sarà affidata alla giornalista e docente Giovanna Di Francia.

La scelta del titolo non è casuale. Osservare significa imparare a leggere i comportamenti, le difficoltà, le modalità comunicative e le potenzialità di ciascun bambino; comprendere significa andare oltre ciò che appare immediatamente, evitando che una difficoltà venga interpretata semplicemente come un limite; insegnare, infine, significa costruire strategie educative coerenti con le caratteristiche e i bisogni dell’alunno.

È proprio in questo passaggio che si inserisce l’approccio ABA – Applied Behavior Analysis, l’analisi comportamentale applicata, che nel progetto scolastico viene proposta come strumento di supporto ai percorsi educativi e inclusivi.

L’elemento centrale non dovrebbe essere dunque una semplice “tecnica” da applicare indistintamente, ma la capacità della scuola di osservare sistematicamente e utilizzare ciò che emerge dall’osservazione per costruire interventi educativi personalizzati.

Un’impostazione che assume particolare rilevanza quando si parla di autismo e disturbi specifici dell’apprendimento, realtà profondamente diverse tra loro e che richiedono, proprio per questo, risposte educative individualizzate e non standardizzate.

Il progetto parte da una consapevolezza fondamentale: non esiste un unico modo di apprendere.

Nella stessa classe possono convivere differenti tempi di elaborazione, modalità comunicative, livelli di autonomia, stili cognitivi e bisogni educativi. La sfida per la scuola contemporanea consiste quindi nel riuscire a costruire un ambiente nel quale la differenza non diventi motivo di esclusione, ma una dimensione da conoscere e valorizzare.

In questa prospettiva, parole come rispetto, ascolto, conoscenza, inclusione e opportunità, richiamate nella locandina dell’iniziativa, assumono un significato concreto.

L’inclusione, infatti, non si esaurisce nella presenza fisica dell’alunno in aula. Significa creare le condizioni perché possa partecipare, comunicare, apprendere, sviluppare autonomie e sentirsi parte della comunità scolastica.

La giornata inaugurale sarà anche un momento di confronto tra professionalità differenti.

Interverranno il prof. Alessandro Frolli, professore associato di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione e presidente del Corso di Laurea Magistrale in Psicologia dei Processi di Apprendimento e di Inclusione; la dott.ssa Luisa Franzese, del Comitato Tecnico Scientifico Interparlamentare e referente scuola; l’on. Antonio Caso, membro della VII Commissione parlamentare, competente per Scuola, Università, Ricerca, Cultura, Sport e Politiche giovanili; e la dott.ssa Pina Costigliola, referente per la formazione e il supporto all’inclusione dell’IC1 “G. Marconi – Diano”, analista del comportamento e formatrice dell’Università degli Studi.

Una pluralità di competenze che consente di affrontare il tema da prospettive diverse: pedagogica, psicologica, didattica, istituzionale e formativa.

Sono stati inoltre invitati il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, e l’assessora all’Istruzione Maria Sole La Rana.

Il valore dell’iniziativa sta anche nella sua dimensione sperimentale. Portare un progetto ABA all’interno della scuola significa interrogarsi concretamente su come le conoscenze scientifiche e professionali possano dialogare con la quotidianità delle classi.

Non si tratta soltanto di intervenire sul singolo alunno, ma di interrogarsi sull’intero ecosistema scolastico: docenti, compagni, famiglie, personale educativo e territorio.

Perché l’inclusione non può essere affidata alla sensibilità del singolo insegnante. Ha bisogno di formazione, strumenti, coordinamento e continuità.

Ed è proprio qui che il progetto “Osservare, comprendere, insegnare” assume una particolare valenza: mettere la scuola nelle condizioni di conoscere meglio i propri alunni per poter progettare interventi più consapevoli.

L’immagine scelta per il progetto – una figura adulta composta da tasselli di puzzle insieme a bambini diversi tra loro – sintetizza una concezione dell’inclusione che va oltre la sola disabilità.

Ogni persona è un mondo di possibilità.

È questo, in fondo, il passaggio culturale più importante: smettere di guardare prima alla difficoltà e cominciare a guardare alla persona, alle sue potenzialità e alle condizioni che possono permetterle di esprimerle.

L’IC1 “G. Marconi – Diano” apre così un percorso che mette al centro una domanda essenziale per ogni comunità educante: non “che cosa non riesce a fare questo bambino?”, ma “che cosa possiamo fare noi perché possa imparare, partecipare e stare bene a scuola?”

Una domanda che non riguarda soltanto gli alunni con autismo o DSA. Riguarda l’idea stessa di scuola che una comunità vuole costruire.

Il futuro, come recita lo slogan scelto dall’istituto, ha radici nel territorio. E quelle radici passano anche dalla capacità di una scuola di non lasciare indietro nessuno.

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