Ho amato solo me stesso: il lato oscuro dell’amore nel romanzo di Marco Rizzonato

Un amore assoluto, totalizzante, ma rivolto in una sola direzione: verso se stessi. È questo il cuore pulsante di Ho amato solo me stesso, il romanzo erotico-criminale di Marco Rizzonato, pubblicato da Pathos Edizioni, ispirato a una storia vera e capace di muoversi con disinvoltura tra introspezione psicologica, tensione narrativa e ambiguità morale.

Il libro è stato presentato nella rubrica Autori in Vetta da Giovanna Di Francia, conduttrice del format culturale in onda su Canale 99 del DT. Durante il dialogo con l’autore sono state approfonditi gli aspetti più profondi del romanzo: quelle in cui eros, potere e identità si intrecciano fino a diventare indistinguibili.

Ho amato solo me stesso non è un semplice noir, né un romanzo erotico nel senso convenzionale del termine. È piuttosto un’indagine sull’egocentrismo emotivo, sulla manipolazione affettiva e sulla capacità dell’essere umano di giustificare ogni azione in nome di un amore deformato, che esclude l’altro invece di accoglierlo.

La scrittura di Rizzonato è tesa, elegante, a tratti spietata. Il protagonista, enigmatico, colto, apparentemente controllato, diventa il simbolo di una società in cui il narcisismo può trasformarsi in violenza silenziosa, e il desiderio in strumento di dominio. Il riferimento a una storia vera conferisce al racconto un ulteriore livello di inquietudine, spingendo il lettore a interrogarsi su quanto sottile possa essere il confine tra realtà e finzione.

Durante la presentazione, Giovanna Di Francia ha saputo mettere in luce non solo gli aspetti narrativi dell’opera, ma anche la sua portata culturale e sociale. Il confronto con l’autore ha evidenziato come il romanzo parli di relazioni tossiche, di potere mascherato da seduzione e di solitudini costruite con cura, temi estremamente attuali e trasversali.

L’incontro non si è limitato alla promozione del libro, ma si è trasformato in uno spazio di riflessione sul senso dell’amore, sull’identità maschile e sulle dinamiche di controllo che spesso si annidano dietro relazioni apparentemente sofisticate.

Il progetto, ideato da Angela Giordano per conto di Pathos Edizioni, rappresenta un’operazione culturale che va oltre il libro come oggetto singolo, trasformandolo in un’esperienza. Le box d’autore rappresentano un’idea editoriale raffinata e coerente con l’identità di Pathos: raccontare storie capaci di lasciare il segno, accompagnandole con un concept visivo e simbolico che ne amplifica il significato. Un modo innovativo di valorizzare la relazione tra autore, opera e lettore.

Ho amato solo me stesso è un romanzo che non consola e non assolve. Chiede al lettore di restare dentro il disagio, di osservare da vicino le crepe dell’animo umano e di riconoscere quanto l’amore, quando è privo di empatia, possa diventare una forma di colpa.

Un’opera intensa, disturbante e necessaria, che conferma la linea editoriale di Pathos Edizioni e la capacità di Marco Rizzonato di raccontare l’ombra senza edulcorarla.

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