Domani 26 settembre, alle ore 18, a Monterusciello i responsabili nazionale e regionale della Protezione Civile, Prefetto, Sindaco e Direttore dell’Osservatorio Vesuviano incontreranno i cittadini per illustrare le modalità per lo svolgimento dell’esercitazione per rischio vulcanico in programma per il prossimo mese di ottobre.
L’esperienza fallimentare della precedente iniziativa non ha insegnato nulla. Può bastare un incontro per sensibilizzare i cittadini che è necessario prepararsi per il rischio vulcanico attraverso esercitazioni che indicano procedure e comportamenti? Sicuramente no! Tanto più che in questo periodo non si sta parlando nemmeno del rischio sismico perché per fortuna si registra un rallentamento della velocità di sollevamento, che si è ridotto da una media mensile di 20 mm a 10 mm con poche scosse e di bassa magnitudo.
Nel contempo non si registra alcun dialogo con la città sulle prospettive di sviluppo, sulla ripartizione dei 50 milioni previsti in tre anni tra i tre Comuni. Quanti soldi sono stati stanziati per il 2024 per Pozzuoli? Qual è il modello di domanda e relativa documentazione da presentare al Comune per i fabbricati inagibili a seguito della scossa del 20 maggio? E quelli risultati inagibili per altre scosse? E per coloro che non hanno possibilità economiche per sistemare le loro abitazioni è in programma almeno una intesa con le banche per un mutuo agevolato ed a lunga scadenza? E per chi nel frattempo ha perso il lavoro e non ha possibilità di accedere al mutuo (leggi lavoratori METRO)? C’è qualcuno che si è posto questi interrogativi per tentare di dare una risposta per limitare i notevoli disagi che stanno affrontando tantissimi puteolani?
Domani si parlerà di un’esercitazione per rischio vulcanico. E che dire del silenzio sui progetti della Solfatara, del Rione Terra, dei beni archeologici, delle attività del Commissario straordinario? Una città in letargo, risvegliata solamente da qualche notte o mini notte bianca.
In merito all’esercitazione abbiamo potuto apprezzare alcune riflessioni fatte dal prof. Giuseppe Luongo sulla sua pagina Facebook e che rilanciamo.
“Elemento centrale di un’evacuazione è l’input del Centro di monitoraggio agli organi superiori della Protezione Civile della prossimità dell’evento eruttivo, che dovrebbe essere trasmesso 72 ore prima dell’evento atteso per consentire un’evacuazione ordinata prima dell’inizio dell’eruzione. Si tratta quindi di un’operazione che in modo approssimato viene indicata con il termine previsione dell’eruzione. Per evitare dibattiti non costruttivi tra i sostenitori delle tesi contrastanti sulla previsione possibile o impossibile, provo a dare un contributo per superare questo contrasto, se si vuole essere preparati con la giusta determinazione ed efficacia ad affrontare un momento critico nella vita di una comunità a rischio. La previsione dell’eruzione, intesa in termini deterministici, sarebbe un risultato che tranquillizzerebbe chi vive nell’area a rischio, ma questo obiettivo non è alla portata degli studiosi perché mancano i dati relativi allo stato del sistema vulcanico dell’inizio del processo che attiva il magma per la sua evoluzione fino al momento dell’eruzione. Pertanto, si scelgono percorsi che ci avvicinano alla previsione utilizzando i dati forniti dalla storia eruttiva e i segnali fisici e chimici registrati dalle reti di monitoraggio, prima dell’evento eruttivo, che rappresentano i precursori dell’eruzione in un modello fisico della dinamica del vulcano. Il lavoro del vulcanologo è quello dell’investigatore, infatti egli procede nella sua analisi secondo un paradigma indiziario alla ricerca di spie e indizi, in questo caso i fenomeni precursori, che il modello prevede e che la storia pregressa del vulcano può confermare. Questo paradigma, largamente operante di fatto anche se non teorizzato esplicitamente, non fornisce la previsione dell’eruzione, ma può aiutare a riconoscere i tempi della crisi che porta all’eruzione, superando con un procedimento razionale, proprio della scienza, l’irrazionalismo che può svilupparsi nella comunità in preda al panico per una catastrofe incombente. Se si ritiene corretto questo percorso, allora ha senso dibattere sull’efficacia del monitoraggio e del piano di evacuazione”.
Oggi è in corso il consiglio comunale. Su sollecitazione di alcuni consiglieri di opposizione il Sindaco ha chiarito che il commissario si è insediato e che darà priorità assoluta a rendere antisismiche le strutture scolastiche, mentre nessuna novità è confermata per le private inagibili perché in attesa del decreto attuativo del Ministro. La novità dell’odierno consiglio comunale è rappresentata dal rientro di Enzo Figliolia che nel suo intervento ha sottolineato tre punti; nelle sedi giudiziarie dimostrerà la sua correttezza nel difendere gli interessi della città; ha confermato che con il suo gruppo resterà alternativo e all’opposizione dell’attuale maggioranza che nulla ha realizzato in oltre due anni; ha invitato il Sindaco ad assumere una posizione ferma e di essere vigile sull’annunciata chiusura di METRO che rappresenta uno schiaffo alla città .
Bradisismo, “Dal 2015 al 2017 il magma è migrato a 3.9 km di profondità”
