I numeri parlano chiaro e descrivono una situazione che, pur sotto controllo, resta delicata. Negli ultimi giorni si è registrato un picco anomalo di ricoveri per epatite A presso l’Ospedale Cotugno di Napoli e, in linea generale, i casi accertati sarebbero più di 150. A questo si aggiunge un flusso costante di accessi al pronto soccorso, con una media di 7–10 persone al giorno che si presentano con sintomi sospetti.
Le indagini epidemiologiche in corso indicano che l’emergenza sarebbe partita da una possibile correlazione tra i contagi e alcune abitudini alimentari e igieniche. In particolare, sotto osservazione ci sono il consumo di frutti di mare crudi, la manipolazione non corretta degli alimenti e una insufficiente igiene delle mani e delle superfici domestiche. Il virus dell’epatite A, infatti, si trasmette per via oro-fecale e può diffondersi facilmente attraverso cibo contaminato o pratiche igieniche non adeguate. Proprio per questo motivo sono stati intensificati i controlli sulla filiera dei molluschi. Sono stati posti sotto sequestro alcuni lotti provenienti da Nisida, Bacoli e Varcaturo.
Le indicazioni diffuse dall’Asl Na 1 Centro puntano su regole semplici ma essenziali. Viene ribadita l’importanza di una scrupolosa igiene delle mani e degli ambienti domestici, così come la necessità di mantenere separati i cibi crudi da quelli cotti per evitare contaminazioni. Per quanto riguarda i frutti di mare, è fondamentale acquistarli esclusivamente da rivenditori autorizzati, conservarli correttamente in frigorifero e cuocerli in modo adeguato, prolungando la cottura per almeno quattro minuti dopo l’ebollizione ed eliminando quelli che restano chiusi. Anche per verdure e altri alimenti vegetali viene raccomandato un lavaggio accurato sotto acqua corrente, l’eventuale utilizzo di soluzioni disinfettanti e, quando necessario, la cottura. Particolare attenzione va riservata ai frutti di bosco surgelati, che devono essere consumati solo dopo bollitura.
Il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, con un’ordinanza ha vietato l’uso di frutti di mare crudi nei ristoranti prevedendo multe salate in caso di violazione.
Il quadro complessivo evidenzia come l’epatite A resti una patologia fortemente legata ai comportamenti quotidiani, soprattutto a tavola. La prevenzione si conferma lo strumento più efficace e passa attraverso una corretta manipolazione degli alimenti, una cottura adeguata e un’attenzione costante all’igiene personale. In un contesto come quello campano, dove il consumo di prodotti del mare è profondamente radicato nella tradizione, informazione e responsabilità individuale diventano elementi decisivi per contenere la diffusione del virus.
