Dalle aulette vivaci e colorate della scuola dell’infanzia ai corridoi addobbati delle elementari, dai banchi della secondaria di primo grado alle aule più austere dei licei e degli istituti superiori, c’è un ruolo che attraversa tutti gli ordini di scuola, spesso senza clamore ma con una funzione strutturale: il collaboratore scolastico.
Il linguaggio stesso racconta la storia e il legame con il territorio: “bidello” evoca ricordi d’infanzia, “commesso” è diffuso soprattutto in Lombardia, “ausiliario” ha caratterizzato alcuni decenni passati, e oggi “collaboratore scolastico” è il titolo ufficiale riconosciuto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del comparto “Istruzione e Ricerca” 2019‑2021, applicato dal 1° maggio 2024.
Non si tratta solo di parole: ogni evoluzione semantica restituisce dignità a una professione complessa, che combina mansioni operative, relazionali e organizzative. Non mancano stereotipi e semplificazioni nella percezione comune: alcuni pensano che il collaboratore scolastico “stia seduto” o non faccia grandi cose. È un’idea riduttiva e lontana dalla realtà: gran parte del lavoro è discreto ma indispensabile, regolato da procedure precise e spesso richiede attenzione continua, flessibilita’ e capacità di intervento immediato.
La differenza la fanno le singole scuole e i singoli soggetti: in ogni realtà e ambito professionale ci sono persone con grande senso del dovere e altre meno disponibili. L’onestà e la dedizione si vedono e si percepiscono nella cura con cui si svolgono le mansioni, grandi o piccole che siano.
In passato, i collaboratori scolastici indossavano camici bianchi o blu, simbolo di cura, ordine e professionalità. Oggi questa tradizione è in gran parte in disuso, ma permane in alcune scuole dell’infanzia, dove il camice resta segno distintivo e richiamo alla tutela dei più piccoli.
Da tempo, i collaboratori scolastici fanno parte dell’area ATA, acronimo di Amministrativo, Tecnico e Ausiliario, insieme ad assistenti amministrativi e tecnici. Sul piano organizzativo, dipendono dal Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA), che ne coordina e supervisiona l’attività, organizza i piani di servizio , definisce le priorità operative quotidiane e verifica l’esecuzione dei compiti. Collaborano inoltre con il Dirigente Scolastico (DS) e il suo staff, contribuendo alla gestione complessiva dell’istituto, armonizzando compiti e ruoli in un sistema complesso e interconnesso.
Il lavoro dei collaboratori scolastici è poliedrico: sorvegliano corridoi e spazi comuni, gestiscono flussi di ingresso e uscita, supportano studenti con difficoltà o disabilità e assistono i docenti nella quotidianità. Si occupano di mansioni pratiche, dalle fotocopie alla distribuzione dei materiali, dalla gestione dei laboratori all’apertura dei locali, e intervengono spesso in piccoli lavori o riparazioni, dimostrando concretezza e adattabilità.
In alcune scuole, qualcuno collabora direttamente con i docenti in ruoli specifici all’interno dell’istituzione: possono essere incaricati come responsabili del primo soccorso, antincendio, gestione delle emergenze o altri compiti tecnici e di sicurezza previsti dal regolamento interno e dalle normative vigenti. Questi incarichi aggiuntivi richiedono formazione specifica, attenzione costante e senso di responsabilità, a conferma della complessità del ruolo.
Alcuni collaboratori assumono anche incombenze sindacali, rappresentando i diritti del personale ATA e dialogando con la dirigenza su questioni contrattuali e organizzative, un compito che richiede equilibrio e conoscenza del contesto.
Come in ogni ambito professionale, ci sono collaboratori operosi e attenti, capaci di garantire continuità e ordine, e altri che cercano di sottrarsi alle responsabilità. La qualità della vita scolastica quotidiana dipende quindi dall’impegno individuale e dalla cura con cui ciascuno svolge le proprie mansioni, grandi o piccole che siano.
Oltre agli aspetti operativi, c’è anche un lato umano: per molti studenti, il collaboratore scolastico è il primo volto incontrato al mattino e l’ultimo salutato all’uscita. Una parola di conforto, un sorriso, una presenza costante contribuiscono a rendere più sicura e ordinata la vita quotidiana della scuola, facilitando il lavoro di docenti, famiglie e dirigenti.
In definitiva, il collaboratore scolastico è una figura concreta e indispensabile per il funzionamento quotidiano della scuola. Critiche, stereotipi e differenze individuali esistono, ma ciò che fa davvero la differenza è l’impegno e la professionalità del singolo, che nella specificità del ruolo contribuiscono alla qualità, all’efficienza e alla sicurezza dell’intera comunità educativa.
