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Da domani l’Italia piomberà nel caos

I portuali di Trieste in sciopero ad oltranza: “No all’obbligo del certificato verde per lavorare”

A partire da domani 15 ottobre tutti i lavoratori pubblici e privati, per accedere al posto di lavoro, sono obbligati ad esibire il certificato verde”. Esso si può ottenere con il vaccino, con il tampone rinofaringeo della durata di 48/72 ore, oppure per aver contratto la malattia non oltre sei mesi addietro. I datori di lavoro ed i dirigenti sono tenuti a controllare il lavoratore all’accesso e, per motivi particolari, anche durante la giornata. In assenza è prevista una sanzione che varia da 400 a 1000 euro.

Questa decisione del Governo italiano ha scatenato varie forme di protesta in quanto in palese contrasto con il regolamento europeo che vieta ogni forma di discriminazione (Clicca qui per leggere l’approfondimento della normativa europea sull’uso legittimo del Green Pass da parte degli Stati).

Pertanto, da ben dodici sabato, ci sono manifestazioni di protesta contro tale provvedimento. L’ultima a piazza del Popolo a Roma, è stata strumentalizzata da un gruppo di squadristi fascisti, non bloccati in tempo dalle forze dell’ordine, nonostante i dirigenti di Forza Nuova siano stati individuati ed addirittura abbiano preannunciato nel comizio le loro intenzioni non certamente pacifiche. In risposta a tale provocazione è prevista per sabato a Roma una manifestazione delle organizzazioni sindacali e delle forze politiche antifasciste, alla vigilia del ballottaggio per il Comune di Roma, che forse sarebbe stato opportuno rinviare al sabato successivo.

Per domani è previsto il blocco del porto di Trieste ed è stato proclamato dal sindacato F.I.S.I. (Federazione Italiana Lavoratori Intercategoriali) uno sciopero di 5 giorni di tutti i lavoratori dei settori pubblici e privati. Si chiede la revoca di tale provvedimento ed i portuali hanno respinto la proposta del Ministro dell’Interno di avere tamponi gratuiti con costi a carico dell’azienda, in quanto tale scelta provocherebbe ulteriori discriminazioni tra lavoratori. L’unica apertura che possono avere nei nostri confronti – ha detto Stefano Puzzer, il portavoce dei portuali di Trieste – è togliere la certificazione. Puzzer ha anche aggiunto che “il blocco del 15 ottobre non si fermerà solo al porto di Trieste. Quasi tutti i porti si fermeranno. Dopo la manifestazione di sabato, siamo venuti a conoscenza che il governo sta tentando di trovare un accordo, una sorta di accomodamento riguardante i portuali di Trieste, e che si paventano da parte del Presidente Zeno D’Agostino le dimissioni. Noi come portuali ribadiamo con forza e vogliamo che sia chiaro il messaggio che nulla di tutto ciò farà sì che noi scendiamo a patti fino a quando non sarà tolto l’obbligo del green pass per lavorare – concludono i lavoratori – non solo per i lavoratori del porto ma per tutte le categorie di lavoratori”.

Sempre per domani è previsto un Consiglio dei Ministri che potrebbe assumere una iniziativa per allentare la tensione che va crescendo sempre di più nel Paese in quanto  al dissenso sul green pass si aggiungono licenziamenti e crisi nel mondo del lavoro.

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