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Covid: diario di bordo – Vi racconto la mia “positiva” esperienza

L’esito di positività al Covid 19 ti apre il baratro: sei inevitabilmente spaventato e sconcertato. Non sai cosa ti aspetta. Come potresti pensare positivo? Bombardamenti dai media che non lasciano scampo e i più fragili precipitano…

Giorno 1: non mi sento molto bene, ho trascorso una nottata strana. Mi sono svegliata alle 4 di notte vedendo l’immagine di mamma vicino al mio letto. Credevo di essere bambina… ho faticato un po’ e piano piano i contorni della stanza ed i ricordi si sono fatti più nitidi. L’immagine di mamma è svanita, dissolta nella fioca luce che filtrava da un lembo di finestra lasciata socchiusa per il gran caldo. Ho avvertito una piccola fitta alla tempia e qualche brivido, un po’ di secchezza alla gola. Ho tirato su le lenzuola e mi sono riassopita, cullandomi nella dolce esperienza appena vissuta: mamma era qua e mi accudiva proprio come quando ero piccola… ma no, che dico? Mamma mi accudiva anche quando ero grande!

Mi sono svegliata dopo due ore tutta sudata e con un po’ di mal di gola. La mente era già partita nella sua diagnosi prima che formulassi il pensiero: ho il Covid. E così mi sono trascinata in bagno, ho sterilizzato tutto con il Napisan e poi sono scesa per andare in farmacia. Era chiusa, ho pazientato fino all’apertura. Non c’erano dubbi: tampone positivo, ho il Covid. Tornata a casa, mi sono rimboccata le maniche e ho sterilizzato tutti gli ambienti comuni. Dopodiché mi sono rintanata.

I dolori sono forti in tutto il corpo, ma la febbre non è alta: 37,4. Ho chiamato il medico e ho iniziato la terapia a base di Brufen e Tachipirina all’occorrenza. Ho guardato diverse puntate di una serie Tv, ma il caldo è asfissiante. Il mal di gola é crescente insieme alla mia ansia. Sono sola e ho paura. Si è fatto buio, la notte mi attende.

Giorno 2: sono crollata dalla stanchezza e ho dormito tutta la notte. Mi sono svegliata prestissimo però, incredula di quanto mi stesse accadendo e positivamente meravigliata delle mie condizioni di salute. Mi manca la terza dose di vaccino ed in TV i vari scienziati mi hanno terrorizzata. Ma nonostante ciò, non essendoci più l’obbligo ho deciso di non farla. Quella che tutti chiamano booster. Anche oggi la giornata scorre tra febbricola e mal di gola, ma nulla di significativo. Ho qualche afta alla lingua e alla gola. Sto proseguendo la terapia e mi sono affidata a mamma. Prego.

Giorno 3: oggi senza febbre ma male alla bocca e alla gola. Ho mangiato poco perché faccio fatica a deglutire, ma con il collutorio trovo sollievo. Oggi è domenica ed ho ascoltato la Messa in TV. La paura ha lasciato il posto all’ottimismo: mi sento bene. Non ho febbre, né emicranie, né patologie particolarmente preoccupanti. Tiro su il respiro con forza per verificare la salute dei polmoni: l’aria entra con faciltà, il respiro non mi si spezza. Non ho asma, né alcun altro sintomo che può farmi temere per la mi vita. Inizio ad essere più tranquilla e a credere che il Covid è un’influenza.

Giorno 4: mi sono svegliata ancora con il mal di gola, ma sono serena. La giornata dinanzi a me appare lunga e faticosa per il caldo e l’isolamento, ma inizio a vedere la strada in discesa davanti ai piedi. È bello credere che presto uscirò da quella porta ed avrò il mare davanti a me nel quale perdermi e rigenerarmi.

Giorno 5: sto bene. Sento ottimismo e voglia di far scorrere velocemente i giorni che mi separano dalla libertà. Voglio tornare ad assaporare il cornetto al cioccolato che ora non posso gustare perché è svanito il gusto. Non l’olfatto però. Ieri ho mangiato la pasta col pesto. Ho avvertito l’odore, ma poi ciò che ho mangiato era neutro. Questo mi ricorda che ho ancora il mostriciattolo dentro di me. Ho completato oggi la cura farmacologica. Sto assumendo anche integratori e fermenti lattici, mangio con regolarità. Trascorro il tempo scrivendo, leggendo e guardando serie TV e film. Mai vissuto tanto ozio. Neanche in lock down!

Giorno 6: il sole è tornato a sorgere. Mi piace la luce del giorno, mi fa svanire le ansie. E’ un’esperienza che provo da sempre. Non ho mai avuto un buon rapporto con il buio. Anche oggi mi sento in gran forma. Vorrei dedicarmi a qualche faccenda domestica, ma sono positiva al Covid e non posso toccare nulla senza contaminarlo. Ho panni da stirare che formano una montagna sull’asse da stiro…

Giorni 7: ho fatto il tampone, sono debolmente positiva. Adesso che mi sento bene sono ancora più impaziente, ma penso che mi è andata bene e ringrazio Dio imponendomi tanta calma. La pioggia di ieri sera ha rinfrescato l’aria e stare in uno spazio piccolo è più sopportabile. Gli ultimi giorni di positività, con il corpo sano e la mente più sgombra dalle preoccupazioni, mi consentono di riflettere su tante cose, di fare bilanci. E’ sempre stato così: fermarmi in maniera forzosa mi cambia la prospettiva delle cose e vedo il mio mondo in maniera capovolta. Il tempo rappresenta la grande livella delle mie riflessioni e la sintesi sommaria dei desideri. Ho imparato a vincere i mostri spaziali degli universi immaginari durante le malattie personali e non. Il mio scudo è l’amore che mi circonda.

Giorno 8: sono negativa! Mi sembra un sogno… eppure è un ritorno alla normalità… Il sole splende dentro e fuori di me e mi concentro sui giorni di ferie che mi attendono. Riordino le idee e faccio programmi: tanto isolamento mi ha resa un po’ confusa. Ma ciò che è chiaro, invece, è ciò che voglio testimoniare. Tutte le esperienze sono personali e differenti ed il lavaggio del cervello, al quale per natura sono sempre stata resistente, sarà gettato giù dal burrone con un grande calcio in culo. Lo faccio io e … fatelo anche voi. SPEGNETE LA TV, potenziate il vostro sistema immunitario e migliorate la qualità della vita con tutte le armi a disposizione. Ah, pregate se avete il dono della Fede. Ringrazio la dott.ssa Cicale, il dott. Falchieri, il dott. Angellotti ed il dott. Polidoro. Buone Vacanze a voi tutti!

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