Il 6 e 7 marzo si riunirà la Commissione Grandi Rischi per valutare l’evoluzione del fenomeno bradisismico e per confermare o modificare lo stato dell’allerta.
La situazione nei Campi Fegrei è diventata alquanto delicata e non solamente per i ritardi con i quali è stato affrontato il rischio sismico. Non si sta seguendo il principio della prevenzione, come era stato annunciato dal Governo ad ottobre 2023, in quanto a distanza di un anno e mezzo, soltanto a partire dallo scorso 17 febbraio si sono avviate le procedure e bisognerà aspettare il 17 giugno per stilare la graduatoria che andrà a definire gli interventi sui fabbricati dichiarati inagibili a seguito della scossa del 20 maggio 2024; dopodiché si finanzieranno gli interventi.
In merito alla piattaforma di vulnerabilità, le cui schede sono state consegnate dal Centro Plinius solamente qualche giorno fa, a partire da oggi i cittadini possono fare richiesta di controlli dei tecnici. In base al grado di vulnerabilità riscontrato si potrà accedere ai contributi per gli interventi necessari, per i quali la legge di Bilancio 2025 ha stanziato 20 milioni all’anno per 5 anni.
La Commissione Grandi Rischi dovrà fare una valutazione chiara e la Protezione Civile, a sua volta, dovrà informare i Sindaci di Pozzuoli, Napoli e Bacoli. Verrà confermata l’allerta gialla in modo da procedere con maggiore celerità per la salvaguardia del patrimonio abitativo?
La Commissione dovrà anche entrare nel merito sulla emissione di 5000 tonnellate al giorno di anidride carbonica per specificare se esistono mutazioni nell’andamento del fenomeno. D’altra parte non è possibile limitarsi a controllare qualche locale o palestra si scuola seminterrata. Si ritiene che il controllo vada fatta su tutto il territorio dei Campi Flegrei, senza provocare alcun allarmismo, ma per rispettare le indicazioni che erano state già fornite con il piano sanitario regionale, approvato con delibera n. 96 del 29 febbraio 2024.
