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Come allungare la vita? Segui il tuo ritmo biologico

Il ritmo circadiano - il nostro orologio biologico - influenza il funzionamento dell'intero organismo

Perché dormiamo di notte e siamo svegli di giorno? Perché consumiamo i pasti principali tendenzialmente sempre alle stesse ore e, in generale, il nostro organismo è abituato a svolgere determinate attività in precisi momenti della giornata? La risposta a queste e tante altre domande è che le attività biologiche dell’uomo, ma anche degli animali e delle piante, sono regolate da un orologio biologico che prende il nome di “ritmo circadiano” che influenza il funzionamento dell’intero organismo.

Il ritmo circadiano si è evoluto per aiutare gli essere viventi ad adattarsi ai cambiamenti dell’ambiente circostante ed ottimizzare il dispendio di energie, perciò è finemente controllato da molteplici fattori, sia interni all’organismo che esterni. Influenza vari aspetti della quotidianità, primo fra tutti il ciclo sonno-veglia, ma anche la fame, la temperatura corporea, la pressione arteriosa e la secrezione di ormoni e neurotrasmettitori. Se la normalità vuole che si dorma di notte e si rimanga svegli di giorno, nel rispetto dell’alternanza luce solare – buio e che si pranzi in una fascia oraria e si ceni in un’altra, esistono tuttavia componenti soggettive, come anche aspetti di carattere sociale e culturale, che possono sconvolgere in qualche modo queste abitudini e disaccoppiare le attività umane ai ritmi circadiani.

Il controllo del ritmo circadiano è affidato ad un gruppo di cellule dell’ipotalamo (che formano i cosiddetti nuclei soprachiasmatici) e a proteine (i cui geni sono trascritti o repressi con un andamento ciclico). Tra queste, ci sono ad esempio le proteine Clock (Circadian Locomotor Output Cycles Kaput), Bmal1 (brain and muscle Arnt-like protein 1) e Per1, Per2 e Per3 (period proteins) i cui geni, in quanto tali, sono soggetti a mutazioni che hanno ripercussioni sul corretto funzionamento dei pathways da essi regolati.

Ricerche recentemente condotte hanno evidenziato che persone con un alterato ritmo circadiano ed in particolare con alterazioni nel ciclo sonno-veglia, sono maggiormente esposte all’insorgenza di gravi patologie come il cancro. Uno studio pubblicato sull’International Journal of Cancer, ad esempio, ha messo in risalto l’esistenza di una correlazione tra donne con turni lavorativi notturni e l’insorgenza di cancro al seno. Nello specifico, i ricercatori hanno paragonato 1200 donne malate di cancro al seno tra il 2005 e il 2008 con 1300 donne sane e hanno rilevato un tasso di incidenza tumorale del 30% in più nelle donne con lavori notturni, da imputare probabilmente alla soppressione della melatonina durante la notte a causa della luce artificiale.

Non si tratta dell’unico studio effettuato in proposito: altre ricerche hanno presentato gli stessi risultati ed aggiunto tasselli mancanti. Come uno studio effettuato in Francia, che ha mostrato una forte correlazione tra tumore al seno e donne con lavori notturni nei 4 anni precedenti alla prima gravidanza, quando le ghiandole mammarie risultano essere non completamente differenziate e più suscettibili agli effetti della distruzione del ritmo circadiano.

Gli uomini non sono esenti da tutto ciò: secondo uno studio pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention dell’American Association for Cancer Research, gli uomini che soffrono di disturbi del sonno raddoppiano il rischio di ammalarsi di cancro alla prostata. Gli scienziati di tutto il mondo hanno confermato i risultati ottenuti avvalendosi anche di modelli animali e sono giunti alla conclusione che alterare il ciclo sonno-veglia nei roditori per un periodo di tempo prolungato provoca una crescita molto veloce del cancro.

In conclusione, l’alterazione del ciclo circadiano dovuto ad abitudini sociali come quelle lavorative, può contribuire all’insorgenza di vari tipi di tumori, compreso quelli al colon, al fegato e alle ovaie. Se da un lato è ormai noto che il ritmo circadiano ed i pathways oncogenici possono influenzarsi a vicenda, dall’altro rimangono da chiarire i meccanismi molecolari alla base di tale connessione.

E’ sempre opportuno sottolineare che il cancro non è da imputare ad una singola causa perturbante, ma emerge quando gli equilibri che mantengono l’organismo in uno stato di salute generale vengono distrutti da differenti eventi. Questo significa che al di là dell’alterazione dei ritmi circadiani dovute a fattori sociali (es. i ritmi lavorativi), altre componenti espongono gli uomini al rischio di sviluppare malattie. Inutile dire che uno stile di vita sano, caratterizzato anche da un riposo adeguato, è la migliore prevenzione di qualsiasi tipo di malattia, tumore compreso.

SI RINGRAZIA “La Voce di New York

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