Ricevo e pubblico dal prof. Giusepppe Luongo, coordinatore dell’Osservatorio Scientifico Flegreo:
”Alla notizia della chiusura della Stazione ferroviaria di Solfatara in seguito alla chiusura della Galleria che attraversa il Monte Olibano per collegare la tratta ferroviaria dalla stazione Campi Flegrei a quella della Solfatara, a causa della concentrazione anomala della CO2, pericolosa per i passeggeri, si sono manifestate preoccupazioni tra gli utilizzatori di questa linea metropolitana per la mobilità verso e da Napoli. L’evento pericoloso della concentrazione anomala della CO2 sarebbe stato rilevato nel settembre del 2025 e questo elemento ha ulteriormente messo in ansia la comunità di Pozzuoli già provata dalle frequenti scosse e dal timore associato al sollevamento del suolo, propedeutico alla liberazione dell’energia sismica. La popolazione è rimasta sorpresa dell’annuncio dell’anomalia dopo otto mesi circa dalla “scoperta” del valore anomalo.
La domanda che si è rincorsa tra i cittadini utilizzatori del treno e quanti vivono al centro della città di Pozzuoli è stata sul perché del silenzio così lungo per la comunicazione, quanto tempo prima della scoperta erano iniziate le misurazioni della concentrazione perché fosse possibile convenire sulla attendibilità dei dati misurati e sulla pericolosità della concentrazione, ed ancora se l’anomalia rilevata fosse un segnale di un eventuale incremento della pericolosità del vulcano. Sono stati, così, realizzati incontri in Prefettura e in Regione, indicati, come da prassi consolidata, Tavoli Tecnici. Riunioni o Tavoli Tecnici sono utili a tenere tranquilli i cittadini, anche senza risultati tangibili. In questi casi basta la narrazione che si interverrà, si farà, si renderà sicuro il territorio … appunto si farà. Il percorso scelto è chiaro. Occorreva intervenire sulla rete ferroviaria per operazioni non condivise e così si è sdoganato il dato della concentrazione della CO2 tenuto in silenzio. Tutti così non possono che condividere l’intervento per la messa in sicurezza. Il Tavolo che dà il via alla chiusura della Galleria mette insieme tutte le autorità competenti del territorio sia politiche che tecniche per la condivisione delle analisi e della scelta del percorso da intraprendere per la sicurezza degli utenti. Il passo successivo è l’attivazione del Tavolo Tecnico in Regione il 16 giugno, che rilascia un comunicato stampa sulla chiusura della Galleria Flegrea con la dichiarazione dell’Assessora Fiorella Zabatta che l’obiettivo del Tavolo è la riduzione del disagio ai cittadini.
Dal comunicato si apprende che al Tavolo hanno preso parte: “Per il gestore della Metropolitana, il direttore operativo di RFI Napoli, Fabio Rapuano e i tecnici di rete Ferroviaria Italiana; la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, Lucia Pappalardo; Stefano Caliro, responsabile dell’Unità Funzionale di monitoraggio geochimico dell’Osservatorio Vesuviano; il direttore delle Emergenze del Dipartimento Nazionale, Luigi D’Angelo; la direttrice della Previsione e Prevenzione dello stesso Dipartimento della Protezione Civile, Paola Pagliara; il direttore della protezione civile regionale Italo Giulivo; gli uffici del commissario Soccodato, nonché i massimi esperti nazionali chiamati a dare un parere sul tema.”
Nel comunicato manca: la storia delle misurazioni e dei valori delle concentrazioni di CO2 misurate; il documento tecnico degli esperti nazionali con il loro parere sull’evento e quale sia l’istituzione della quale fanno parte e se professionisti la loro identità; il parere del direttore dell’Osservatorio Vesuviano sulla concentrazione anomala di CO2 in relazione alla crisi bradisismica in atto.
L’Assessora Zabatta nel convocare il Tavolo per il 22 giugno esprime la sua soddisfazione per la possibile soluzione emersa dalla riunione sulla chiusura della Galleria attraverso la sua areazione.
Per avere, quindi, un quadro delle soluzioni che le Autorità intendono prendere per superare l’inconveniente della chiusura della Galleria, occorrerà attendere i risultati della riunione del Tavolo in Regione del 22 giugno”.
Giuseppe Luongo
