Celebrazione di Ferragosto al PalaTrincone

La Chiesa accanto agli sfollati: «Non lasciamo solo nessuno»

Non è stato il Duomo, come da tradizione, ma il PalaTrincone, diventato in questi giorni uno dei luoghi simbolo dell’emergenza bradisismica. Qui, questa mattina, nella solennità dell’Assunzione di Maria, il vescovo di Pozzuoli e di Ischia, monsignor Carlo Villano, ha celebrato la Santa Messa accanto alle famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni dopo il terremoto del 31 luglio.

Tra le sedie del palazzetto, accanto agli sfollati, c’erano le autorità civili e i volontari della Protezione civile. Presente anche il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni. Una celebrazione che ha assunto così un significato che va oltre la ricorrenza religiosa: la comunità puteolana, ferita e ancora lontana dalla normalità, si è ritrovata insieme in uno dei luoghi che oggi accoglie chi non può tornare a casa.

Il terremoto del 31 luglio ha lasciato dietro di sé migliaia di persone fuori dalle proprie abitazioni. Oltre 3.300 persone, secondo le informazioni diffuse nelle ultime ore, sono state allontanate dalle case nel territorio puteolano; una parte degli sfollati è ospitata proprio al PalaTrincone, mentre altre famiglie hanno trovato una sistemazione autonoma.

Nell’omelia, monsignor Villano ha invitato a non considerare questo tempo soltanto come un tempo di paura e di attesa. Anche il disagio, ha sottolineato, può diventare occasione per assumersi responsabilità e per sentirsi parte attiva della comunità. Un richiamo alla vicinanza concreta, all’attenzione verso chi sta vivendo maggiori difficoltà e alla necessità di non trasformare l’emergenza in solitudine.

Il vescovo ha rivolto inoltre un ringraziamento alla Protezione civile, ai vigili del fuoco e a quanti, a vario titolo, stanno lavorando nell’emergenza, chiedendo di mantenere viva la speranza e soprattutto di non lasciare indietro nessuno.

La scelta del PalaTrincone non è casuale. È la fotografia di una città che, per questo Ferragosto, ha dovuto cambiare luoghi, abitudini e rituali. Le chiese danneggiate dal sisma e alcune ancora chiuse hanno costretto la comunità a cercare nuovi spazi per pregare insieme. La Chiesa di Pozzuoli ha scelto di esserci proprio lì dove oggi si concentra una parte della fragilità del territorio.

E così, nel giorno dell’Assunta, tra le tende della Protezione civile, le divise dei soccorritori, le autorità e le famiglie sfollate, la celebrazione ha assunto il volto di una comunità che prova a rialzarsi.

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