La prima giornata di voto per le regionali in Campania si chiude con un dato che fa riflettere: solo il 32,09% degli aventi diritto si è presentato alle urne entro le 23.
Cinque anni fa, alla stessa ora, eravamo quasi al 39%. Oggi, invece, quasi sette cittadini su dieci hanno scelto di restare a casa, rinunciando a dire la loro sul futuro della regione.
Perfino Napoli, spesso citata come termometro politico, non brilla: 30,03% di affluenza contro il 32,64% del 2020. Una piccola differenza, certo, ma sempre nella direzione sbagliata.
Oggi i seggi riapriranno dalle 7 alle 15. E sì, ci sarà chi correrà all’ultimo minuto per “fare il suo dovere”. Ma intanto il messaggio è già chiaro: la più grande forza politica campana, oggi, è l’astensionismo.
E mentre molti si lamentano (delle tasse, dei servizi, della sanità, dei trasporti) quando arriva il momento di incidere davvero, svaniscono. Poi però si torna a protestare sui social. La democrazia vive di partecipazione! E quando la partecipazione crolla così, non è solo un dato statistico: è un fallimento collettivo.
