“Noi dell’Osservatorio Scientifico Flegreo (OSF) seguiamo con molta attenzione l’evolversi della crisi bradisismica che crea sempre più disagi alla popolazione anche per la lentezza e talora inadeguatezza delle azioni di Protezione Civile per la sicurezza degli edifici e per una minima efficienza dei mezzi di locomozione. Sugli interventi per la riduzione della vulnerabilità del patrimonio edilizio si registra una grave confusione che l’amministrazione della città non riesce a superare, rinviando tutte le responsabilità alla norma che separa i cittadini tra “buoni e cattivi” e alla Ministro delle Protezione Civile, che non ha mostrato certamente l’attenzione e l’impegno necessario per superare le difficoltà emerse in città con il succedersi dei sismi che il Parlamento ha affrontato con provvedimenti confusi o lasciato scorrere altri eventi sismici senza provvedimenti. È mancata una visione nei responsabili del governo della città e allo stesso tempo nel governo centrale, con una confusione che ha ingessato tutto, mentre sarebbe stato necessario comprendere che a Pozzuoli, per la sua storia civile e naturale, il problema non può essere limitato alla messa in sicurezza dei singoli edifici, ma della intera area urbanizzata perché si tratta di conservare un bene comunitario patrimonio dell’Umanità, dove il fenomeno del Bradisismo ha contribuito alla nascita della Geologia moderna nell’Ottocento e con esso la Rivoluzione del Tempo profondo, superando il Tempo Mosaico. Cancellare questo patrimonio culturale sarebbe un delitto. Invitiamo il mondo della cultura in tutte le sue manifestazioni a prendere parte attiva alla difesa di questo patrimonio: la Chiesa per conservare la memoria dello sbarco di Paolo per raggiungere Roma; i formatori per trasmettere ai giovani studenti la memoria dei luoghi e delle azioni; ai lavoratori per la difesa del territorio nelle sue varie articolazioni e modalità di viverlo.
Non abbiamo scelto in questa occasione di elencare gli elementi che hanno messo in difficoltà la comunità per i frequenti scuotimenti, ben noti, né l’attesa della diffusione dei Bollettini settimanali e mensili dell’Osservatorio Vesuviano per ricevere, insieme ai numeri dei terremoti accaduti e la loro magnitudo, informazioni sulla velocità del sollevamento del suolo, un messaggio che illustrasse lo stato del fenomeno e la sua probabile evoluzione. Ma abbiamo voluto provare a riflettere brevemente sulla generalità di quanto subisce la comunità.
Non intendiamo però essere silenti su un nuovo caso che crea ulteriori disagi alla popolazione: la chiusura della tratta ferroviaria Bagnoli- Stazione Solfatara della Linea 2 della Metropolitana, segnalando un’anomala concentrazione della CO2 (anidride carbonica) nella Galleria Flegrea. Si tratta di una vera e propria congiura ai danni della mobilità della popolazione che vive nell’area Flegrea. Il sistema dei trasporti in ferro è collassato con la Ferrovia Cumana e la Linea 2 della Metropolitana interrotte. È del tutto evidente che sono venuti meno i progetti per la mobilità di centinaia di migliaia di persone nel momento più critico per la sicurezza del territorio per il prolungarsi del fenomeno bradisismico che ha mostrato anche un’intensità superiore alle crisi precedenti degli anni ’70 e ’80. Si è appreso che la chiusura della Linea 2 sia stata necessaria per la sicurezza di quanti sono impegnati in lavori in Galleria. Emerge con estrema chiarezza che i decisori degli interventi sul territorio pongono in posizione prioritaria progetti come quello della Coppa America a Bagnoli, piuttosto che rendere normali le condizioni di vivibilità a quanti hanno sofferto e soffrono ancora per la crisi bradisismica. In queste condizioni i responsabili di questa catastrofe avrebbero dovuto rassegnare le dimissioni, ma questa scelta non rientra più nel comportamento di chi amministra una città. Sulla chiusura della Cumana tutto va nel dimenticatoio, mentre quella della Linea 2 è sancita dalla concentrazione anomala della CO2 e, quindi dalla necessità di rendere sicuri i lavori in Galleria. Ma quali sono questi lavori? È un diritto costituzionale apprendere cosa accade nell’ambiente in cui si vive e non una concessione benevola dei decisori delle opere. Si è dovuto insistere per conoscere i valori misurati delle concentrazioni della CO2. Dopo riunione in Prefettura e due Tavoli Tecnici in Regione Campania è emerso oggi con il Bollettino mensile dell’Osservatorio Vesuviano sui Campi Flegrei un dato misurato in Galleria a 50 metri dall’ingresso da Bagnoli su tre livelli a 50 cm, 120 cm e 200 cm, con una stazione installata il giorno 30 giugno. Il dato riportato nel Bollettino risulta di 70.000 ppm (ovvero 7%). Questo è un valore che indica pericolo perché è una concentrazione che può produrre soffocamento. Ma lo stesso Osservatorio Vesuviano non ha mai indicato nei Bollettini della Sorveglianzasettimanali e mensili l’incremento dei flussi di CO2 alle fumarole di Agnano Pisciarelli e alla Solfatara, come è evidente anche dai grafici delle stazioni di misura. Mancando la crescita del flusso di CO2 dalle fumarole e dal suolo nelle aree di attività idrotermale, si può ragionevolmente ipotizzare che i valori anomali in Galleria siano da attribuire a un processo dovuto alla concentrazione in ambiente chiuso A questo punto ci si chiede a quali valori delle concentrazioni della CO2 si riferivano quanti hanno partecipato nella riunione in Prefettura e ai Tavoli Tecnici della Regione, se l’Osservatorio Vesuviano che monitora il territorio flegreo ha prodotto il primo dato il 30 giugno?”
*Giuseppe Luongo
Coordinatore dell’Osservatorio Scientifico Flegreo
