Questa mattina una delegazione di residenti di Via Artiaco ha raggiunto la sede Rai di Napoli per accendere i riflettori su una situazione che, a distanza di settimane dall’emergenza, continua a pesare drammaticamente sulla vita di molte famiglie.
Al centro della protesta, una richiesta semplice e urgente: avere un alloggio subito. Tra i manifestanti ci sono persone ancora ospitate da amici e parenti, famiglie che non riescono a trovare una soluzione abitativa e cittadini che denunciano di sentirsi abbandonati dalle istituzioni.
Una condizione ancora più difficile per le persone con disabilità, alcune delle quali raccontano di non aver ricevuto l’assistenza necessaria e di trovarsi tuttora fuori dalla propria abitazione, senza una prospettiva concreta di rientro o di sistemazione alternativa.
Il problema è anche quello della disponibilità degli alloggi: il mercato degli affitti non offre soluzioni sufficienti e, per molte famiglie, i costi sono semplicemente insostenibili. Così l’emergenza abitativa rischia di trasformarsi in una condizione permanente.
Durante il presidio è tornata con forza anche la questione dell’hub di via Artiaco, struttura individuata come possibile risposta all’emergenza, ma i cui lavori si sarebbero nuovamente fermati. I residenti chiedono che il cantiere venga completato rapidamente e che la struttura possa diventare finalmente operativa.
Tra le richieste avanzate c’è inoltre quella del riconoscimento dello stato di emergenza, ritenuto necessario per garantire strumenti e risorse straordinarie capaci di affrontare una situazione che non può essere gestita con interventi ordinari.
Il presidio alla Rai ha avuto dunque un significato preciso: chiedere che la loro voce venga ascoltata e che la vicenda non scivoli nel silenzio. I residenti si sono rivolti anche ai vertici della Rai affinché l’informazione possa contribuire a portare all’attenzione pubblica una situazione che, per chi la vive ogni giorno, non può più aspettare.
Dietro le richieste ci sono persone, famiglie, anziani e cittadini fragili che da troppo tempo vivono una condizione di precarietà. La domanda che arriva da Artiaco è quella di una risposta concreta: non domani, ma adesso.
