Bradisismo: forte scossa alle 11:19. Luongo: “Il silenzio non può essere una soluzione!”

La scossa delle 11.19 di magnitudo 3.5 ha colto di sorpresa i puteolani perché l’attività sismica da diversi mesi era fortemente rallentata. L’evento si è prodotto da una profondità di 2.7 km. È stato seguito da altri eventi in coda che ne hanno amplificato la percezione.

Scrive il dott. Migliore:

“Febbraio chiude con un evento piuttosto energetico valutato di Md 3.5±0.5. L’incertezza di 0.5 dipende probabilmente dal fatto che nella coda dell’evento principale della sequenza sismica si sono inseriti molti piccoli eventi che ne hanno allungato la durata. L’epicentro stimato è in area Pisciarelli, la profondità di 2.7km. Dal tracciato sismico si vede lo sviluppo della sequenza con dei piccoli foreshock (inizia a spezzarsi) seguiti da un notevole mainshock (frattura principale) seguito poi da numerosi aftershok, di cui quello più energetico di Md 2.3±0.3. Questo terremoto porta inevitabilmente il mese di febbraio al di sopra di gennaio come energia sprigionata ma non come numero di terremoti. Come ho spiegato numerose volte questi eventi più energetici sono il risultato di un accumulo di stress su periodi medio lunghi e non riflettono l’andamento della velocità di sollevamento nell’attuale. Quindi non siamo di fronte ad un aumento della velocità di sollevamento ma solo alla liberazione di energia elastica accumulata in un volume dalle caratteristiche meccaniche buone che ha incamerato stress probabilmente per molti mesi. L’ultimo evento di magnitudo maggiore o uguale a tre dell’area risale infatti al mese di maggio del 2025, quindi 9 mesi fa”.

Anche il prof. Giuseppe Luongo interviene sulla questione inviandoci questa dichiarazione dai forti toni critici:

”I cittadini dell’ area Flegrea sono trattati da elementi senza diritti democratici. Il comportamento della Protezione Civile nelle sue varie articolazioni opera come corpo separato dalla comunità che dovrebbe difendere dagli effetti degli eventi catastrofici. Il suo operare nel caso del Bradisismo non è soddisfacente per la mancanza di comunicazioni alla popolazione sullo stato del fenomeno. Se questo è il metodo scelto perché non vi sono interpretazioni attendibili sulla evoluzione del fenomeno, ci si chiede se il silenzio possa essere una soluzione. Ci si chiede se sono state scelte le azioni adeguate per minimizzare il rischio e fornire informazioni attendibili alla popolazione esposta. Si ricorda e ricordiamo a noi stessi che il monitoraggio ai Campi Flegrei è finalizzato a valutare il livello di Pericolosità per attivare l’ evacuazione per l’ approssimarsi dell’ eruzione. Stiamo verificando che in condizioni di tranquillità o quasi per il verificarsi di un’ eruzione, la Protezione Civile non fornisce informazioni sullo stato a breve termine del fenomeno. Nessuno sottovaluta la complessità del compito assegnato alla Protezione Civile ma si è raggiunto un limite con il perdurare del silenzio, inaccettabile.
Non abbiamo bisogno di sentir dire dagli esperti che finché il suolo sale avremo terremoti. Vorremmo sapere se il modello al quale si riferisce il sistema di monitoraggio funziona o non esiste? Ciò che accade è coerente con il modello o manca un modello? Abbiamo letto di molti modelli descritti dalla comunità scientifica, quale o quali sono utilizzati dal sistema di Sorveglianza? O non si verifica dai dati registrati nessun modello di riferimento. Ciò è impossibile perché la rete di monitoraggio è progettata in funzione dei fenomeni precursori attesi. Senza modello non è possibile definire precursore un sisma o una deformazione del suolo. In mancanza del modello richiamato un sisma ha un modello in sé della frattura della roccia e la deformazione-sollevamento ha il modello in sé del comportamento delle rocce. Questi processi separati non producono il risultato atteso di precursore. La loro genesi è associata all’ azione di un campo di forze. Per un vulcanologo questo campo di forze sarebbe associata l’ energia liberata dal magma. Questo è il punto la Protezione Civile non si esprime sulla causa che genera i terremoti che tormentano chi vive nell’ area Flegrea.
Il percorso è complesso ma non vi sono scorciatoie. Chi intende percorrere percorsi agevoli abbandoni l’ attività di monitoraggio”.

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