Bradisismo, commento al bollettino settimanale INGV 29 giugno-5 luglio

La settimana in esame ha visto una sismicità contenuta, con 43 terremoti rilevati (circa 6 eventi al giorno in media) e una magnitudo massima di Md 2.1±0.3. Le aree interessate sono state tre, con due possibili sequenze sismiche e uno sciame, valutazione basata sull’andamento delle magnitudo registrate durante i diversi episodi. Passiamo al sollevamento del suolo. Le quattro settimane perfezionate (18-24 maggio / 15-21 giugno) mostrano una deformazione complessiva di 16±3 mm, leggermente superiore rispetto alle quattro settimane precedenti. L’aumento sembra concentrarsi soprattutto nell’ultima settimana perfezionata, come si nota chiaramente anche dal grafico del bollettino. Ed è proprio su questo punto che vorrei soffermarmi. Da sempre, nei miei aggiornamenti quotidiani, pubblico un grafico nel quale rappresento l’andamento dell’energia della spinta attraverso una curva ottenuta dall’evoluzione della sismicità. È una valutazione qualitativa, costruita osservando intensità, frequenza e distribuzione temporale dei terremoti. Confrontando questa curva con il grafico ufficiale della deformazione del suolo pubblicato dall’INGV, relativo al periodo compreso tra il 18 maggio e il 7 luglio, emerge una corrispondenza davvero interessante. Tra il 18-24 maggio e il 25-31 maggio la deformazione aumenta e, nello stesso intervallo, anche la mia curva cresce, indicando una fase di maggiore spinta. Nella settimana successiva (1-7 giugno) entrambe mostrano una lieve diminuzione. Successivamente, dopo la metà di giugno, la curva torna a risalire e anche il grafico del bollettino evidenzia una nuova fase di maggiore deformazione. Infine, nell’ultima parte del grafico, la mia curva scende in seguito alla marcata diminuzione della sismicità osservata negli ultimi giorni. Se guardiamo le soluzioni giornaliere ancora non perfezionate del GPS, anche queste sembrano suggerire un rallentamento: il dato del 5 luglio si colloca leggermente al di sotto dell’ultima settimana perfezionata, come se fosse presente una lieve deflazione. Occorre però essere prudenti, perché questi dati sono ancora affetti da un’incertezza elevata. Infatti, nel periodo compreso tra il 21 giugno e il 5 luglio, la deformazione risulta pari a -4±8 mm. Questo significa che il valore reale potrebbe trovarsi in un intervallo compreso tra -12 e +4 mm. Non possiamo quindi affermare che sia in atto una deflazione, ma possiamo dire che il regime deformativo appare sensibilmente più debole rispetto alle settimane precedenti. Anche nell’ipotesi più favorevole alla deformazione positiva, infatti, il sollevamento sarebbe stato di appena 4 mm in due settimane, un valore decisamente contenuto. Sui parametri geochimici non emergono variazioni significative: i valori rimangono sostanzialmente sovrapponibili a quelli della settimana precedente.

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