La sismicità nella settimana di riferimento si è mantenuta complessivamente molto contenuta. Sono stati registrati 16 terremoti, 13 dei quali localizzati con magnitudo Md≥0.0, con un valore massimo di Md 1.8±0.3. Gli eventi più energetici si sono concentrati nella giornata del 28 agosto, quando sono stati localizzati due terremoti di Md 1.8, uno di Md 1.7 e uno di Md 1.2. Negli ultimi giorni, inoltre, la sismicità si è ulteriormente ridotta fino a diventare estremamente bassa, un elemento che terremo presente tra poco quando proveremo a interpretare i dati sulla deformazione. Passiamo quindi alla deformazione del suolo, perché probabilmente è ancora una volta la parte più interessante del bollettino. L’Osservatorio continua a indicare dagli inizi di febbraio una velocità media di sollevamento di circa 10±3 mm/mese e specifica che, una volta corrette le discontinuità cosismiche prodotte dalla crisi del 31 luglio, non emergono variazioni significative dei pattern deformativi successivi al terremoto. Anche questa settimana vengono mostrate entrambe le serie di RITE, con e senza la discontinuità cosismica, e proprio il confronto con quanto avevamo ricavato dal precedente bollettino ci permette di osservare qualcosa di interessante. La settimana scorsa, sulle ultime quattro settimane allora disponibili con dati perfezionati, avevamo calcolato sulla serie corretta dall’effetto cosismico un sollevamento di circa +5±3 mm. Questa settimana, facendo esattamente lo stesso calcolo sulle quattro settimane perfezionate più recenti, arriviamo invece a circa +14±3 mm. Preso isolatamente, il confronto tra 14±3 mm e i 10±3 mm/mese medi indicati dall’INGV non sarebbe sufficiente per dimostrare una variazione significativa della velocità, perché le rispettive incertezze si sovrappongono. È però il passaggio da +5±3 a +14±3 mm tra due finestre consecutive analizzate con lo stesso metodo a suggerire che nelle settimane entrate successivamente nel calcolo il sollevamento possa essere stato più rapido.
La stessa indicazione emerge dalla serie che conserva l’effetto cosismico. Nel precedente bollettino avevamo ricavato sulle quattro settimane perfezionate un bilancio di circa −6±3 mm, mentre questa settimana arriviamo a circa +2±3 mm. Le due serie si sono quindi spostate entrambe verso l’alto, mantenendo pressoché invariata la loro distanza: circa 11 mm nel precedente bollettino e 12 mm in quello attuale. Si tratta di un valore coerente con un abbassamento cosismico verticale a RITE dell’ordine di 1-1,5 cm. Lo stesso bollettino indica infatti un sollevamento complessivo dal gennaio 2025 di circa 31 cm sulla serie corretta e di circa 29,5 cm mantenendo la discontinuità del 31 luglio. L’INGV precisa comunque che i valori delle discontinuità cosismiche sono ancora aggiornati ma non definitivi e saranno ulteriormente ricalcolati.
A questo punto bisogna però fare una precisazione molto importante sulle date, altrimenti rischiamo di attribuire alla situazione attuale qualcosa che questi dati non ci stanno dicendo. I +14±3 mm non rappresentano la velocità di sollevamento di oggi. Il calcolo riguarda le ultime quattro settimane per le quali disponiamo di dati perfezionati quindi dal 13 luglio al 16 agosto. L’eventuale accelerazione che stiamo osservando può quindi essere collocata nelle settimane successive alla crisi del 31 luglio ma, sulla base dei dati perfezionati disponibili, soltanto fino alla metà di agosto. Non possiamo utilizzare questi 14±3 mm per affermare che il sollevamento abbia continuato ad accelerare nella seconda metà del mese o che stia accelerando ancora oggi.
Anzi, proprio qui entra in gioco ciò che stiamo osservando negli ultimi giorni. La fortissima diminuzione della sismicità rende plausibile che anche la spinta della deformazione possa essersi nuovamente ridotta. Non possiamo ancora dimostrarlo attraverso i dati GNSS perfezionati, perché quelli più recenti hanno incertezze troppo elevate e arrivano oltre metà agosto soltanto attraverso soluzioni ancora non perfezionate, ma è un’ipotesi coerente con il quadro attuale. Potremmo quindi trovarci di fronte a una fase temporanea di maggiore velocità nelle 2 settimane immediatamente successive alla crisi, forse legata almeno in parte al recupero dell’abbassamento cosismico, seguita successivamente da una nuova riduzione della spinta. Per stabilirlo dovremo naturalmente aspettare che vengano perfezionati anche i dati della seconda metà di agosto. Per le ultime due settimane non ancora perfezionate, infatti, ricaviamo una variazione di circa +7±12 mm. L’incertezza è talmente grande da rendere il valore centrale praticamente inutilizzabile per stabilire una tendenza: all’interno di quell’intervallo possono rientrare tanto un sollevamento abbastanza sostenuto quanto una sostanziale stasi o persino una lieve diminuzione della quota. È proprio per questo che sarebbe sbagliato prendere l’accelerazione che sembra emergere fino alla metà di agosto e proiettarla automaticamente fino ad oggi. D’altra parte la sismicità attuale, estremamente ridotta, almeno per il momento non mostra una risposta compatibile con una velocità di sollevamento più elevata. Questo naturalmente non significa che una fase di bassa sismicità escluda l’accadimento di singoli terremoti più energetici, ma semplicemente che al momento non osserviamo un aumento dell’attività sismica.
Sul fronte geochimico non emergono particolari variazioni nel breve periodo. A Pisciarelli il flusso di CO₂ misurato dalla stazione V07 si mantiene attorno agli 11 kg per metro quadrato al giorno. Nell’altra stazione FLXOV8 l’INGV non rileva invece variazioni significative nell’ultima settimana rispetto ai periodi precedenti, pur rimanendo nel quadro del trend pluriennale di aumento osservato nell’area. La temperatura della fumarola BG nel cratere della Solfatara continua a mantenersi stabile attorno ai 173 °C.
In definitiva, il dato forse più interessante di questo bollettino è l’indicazione che nelle 2 settimane successive alla crisi del 31 luglio il sollevamento possa aver temporaneamente accelerato. Il passaggio dai +5±3 mm che ricavavamo con il precedente bollettino agli attuali +14±3 mm sulle quattro settimane perfezionate suggerisce che una parte importante del sollevamento sia avvenuta proprio nelle settimane entrate più recentemente nel calcolo. È possibile che questa fase rappresenti almeno in parte un recupero post-sismico dell’abbassamento prodotto dalla crisi, ma al momento rimane un’ipotesi. Quello che invece possiamo dire della situazione più recente è che non abbiamo ancora dati GNSS perfezionati sufficientemente recenti per sostenere che quella maggiore velocità sia proseguita fino alla fine di agosto e che, contemporaneamente, la sismicità degli ultimi giorni è fortemente diminuita. È quindi plausibile che la spinta sia tornata più modesta. Saranno i prossimi dati perfezionati a dirci se questa interpretazione è corretta. Ci aggiorniamo.
IN SINTESI: IL TREND NON CAMBIA, LA VELOCITÀ MEDIA DI SOLLEVAMENTO SEMBRA ESSERE RIMASTA INVARIATA ANCHE SE È IPOTIZZABILE UNA PICCOLA ACCELERAZIONE NELLE PRIME DUE SETTIMANE DI AGOSTO (POI PLAUSIBILMENTE DIMINUITA A FINE MESE), FORSE COME RISPOSTA FISIOLOGICA DEL SISTEMA PER RECUPERARE L’ABBASSAMENTO COSISMICO. FLUSSI E TEMPERATURE RESTANO IDENTICI ALLA SETTIMANA PASSATA….
PS: una piccola postilla sulla rappresentazione dei dati. Continuiamo purtroppo a trovare poco comprensibile la scelta di pubblicare le serie GNSS con una risoluzione grafica così scadente, soprattutto in una fase nella quale differenze di pochi millimetri possono diventare importanti per interpretare l’evoluzione della deformazione. Con grafici così compressi, ricavare variazioni di pochi millimetri diventa inevitabilmente difficile ed è per questo che precisiamo ancora una volta che i valori +14±3 mm, +2±3 mm e +7±12 mm riportati in questo commento sono nostre stime ricavate graficamente e non misure ufficiali fornite dall’INGV. La cosa è ancora meno comprensibile considerando che l’Osservatorio ha la possibilità di pubblicare le soluzioni giornaliere perfezionate, come peraltro ha già fatto nel bollettino pubblicato subito dopo la crisi sismica del 31 luglio. Se quei dati possono essere messi a disposizione in determinate occasioni, non si comprende perché non possano esserlo con continuità, soprattutto in una fase delicata come quella attuale. Pubblicare regolarmente le soluzioni giornaliere perfezionate, oppure renderne disponibili direttamente i valori numerici (con le relative incertezze), permetterebbe una lettura molto più precisa dell’evoluzione della deformazione e ridurrebbe inevitabilmente anche il margine di interpretazione imposto da grafici con soluzioni settimanali nei quali pochi pixel possono rappresentare diversi millimetri. Se il dato esiste, è stato elaborato e può essere pubblicato, non capiamo perché debba essere mostrato soltanto occasionalmente.



