La settimana è stata caratterizzata da una sismicità molto bassa, con appena 4 terremoti localizzati e una magnitudo massima Md 2.0±0.3. Per quanto riguarda la velocità di deformazione, aspettavamo questo bollettino perché avrebbe potuto confermare l’ipotesi formulata sulla base della scarsa sismicità osservata dall’inizio di settembre e, più precisamente, già dal 28 agosto. Per valutare la velocità è preferibile osservare il grafico depurato dall’abbassamento cosismico: l’ultima barra nera perfezionata, corrispondente all’incirca alla prima settimana di settembre, appare circa 2 mm più in basso rispetto alla precedente. Considerando un’incertezza di ±3 mm, la variazione possibile è compresa tra una deflazione di 5 mm e un sollevamento di appena 1 mm. Ci troviamo quindi di fronte a una deformazione molto scarsa, assente o persino leggermente negativa, pienamente compatibile con la bassissima sismicità registrata nello stesso periodo. Questa possibile lieve deflazione settimanale, tuttavia, non modifica ancora in maniera apprezzabile l’andamento della finestra mensile nella quale è contenuta. Dalle ultime quattro barre nere perfezionate si ricava infatti un sollevamento di circa 13±3 mm nel periodo compreso tra il 3 agosto e il 6 settembre, quindi tra 10 e 16 mm. Si tratta di valori ancora compatibili, almeno in parte, con la velocità media di 10±3 mm al mese riportata nel bollettino, la cui forbice è compresa tra 7 e 13 mm. Perché quella velocità media possa essere corretta al ribasso sarà necessario che anche le prossime barre perfezionate confermino un andamento analogo, con una deformazione scarsa, nulla o negativa (lo speriamo). Il dato provvisorio relativo alle ultime due settimane, dal 6 al 20 settembre, indica invece una variazione di 4±8 mm: un intervallo compreso tra -4 e +12 mm, troppo ampio per consentire valutazioni attendibili. Osservando invece il grafico che conserva l’abbassamento cosismico per apprezzare la deformazione reale del suolo, l’ultima barra nera si colloca pressappoco alla stessa altezza di quella precedente il terremoto del 31 luglio. Considerando soltanto i valori centrali con i quali è costruito il grafico, l’abbassamento cosismico sembrerebbe essere stato recuperato, ma non ancora superato. Anche in questo caso, però, bisogna tenere conto dell’incertezza di ±6/±3 mm associata ai due valori estremi, le due altezze potrebbero differire complessivamente fino a circa 9 mm. Questo margine, tutt’altro che trascurabile, non permette ancora di stabilire con certezza se l’abbassamento cosismico sia stato completamente recuperato, superato oppure non ancora raggiunto. Personalmente, considerando la scarsissima sismicità che continua a interessare proprio l’area della crisi, ritengo più probabile che il recupero non sia ancora completo o che, in ogni caso, il livello precedente non sia stato significativamente superato. Per quanto riguarda la geochimica, si intravede un lieve aumento del flusso di CO₂ nell’area di Pisciarelli, che si porta intorno ai 12 kg per metro quadrato al giorno. La temperatura misurata alla Bocca Grande con il nuovo sensore, installato nell’ottobre 2025, rimane invece prossima ai 173 °C.
Riassunto per chi dirà di non averci capito niente: la sismicità è in netto calo e nell’ultima settimana perfezionata, corrispondente all’incirca alla prima settimana di settembre, sembra emergere un possibile lieve abbassamento del suolorispetto alla settimana precedente. Un dato che, da solo, non è ancora sufficiente per parlare di una diminuzione della velocità media mensile: per confermarla sarà necessario che anche i prossimi bollettini mostrino un andamento analogo. I parametri geochimici, invece, non evidenziano variazioni significative.