Bradisismo – Commento al bollettino 25-31 maggio

Ci sono alcuni elementi interessanti da evidenziare. Partiamo dalla sismicità che, poiché il bollettino si ferma al 31 maggio, non include tutti gli eventi che hanno caratterizzato lo sciame sismico dell’Olibano nei giorni successivi ma solo la fase iniziale. Nel periodo considerato sono stati localizzati 65 terremoti, di cui 37 con Md≥0.0 e una magnitudo massima di 1.9±0.3. La sismicità appare distribuita tra diversi volumi della caldera, interessando l’area del Golfo di Pozzuoli, Cigliano, la zona Bognar e, nelle fasi finali del periodo, l’area dell’Olibano.

Passiamo alla deformazione del suolo, che rappresenta probabilmente l’aspetto più interessante del bollettino. Il grafico mostra un valore mensile calcolato su una finestra mobile di circa 30 giorni, compreso nella media riportata nel bollettino pari a 10±3 mm/mese. Lo si può ricavare dalla differenza tra le due barre nere (in realtà due punti) comprese tra le settimane 13-19 aprile e 11-17 maggio . Il sollevamento risultante è di circa 11±3 mm, perfettamente compatibile con la forbice indicata dall’INGV, compresa tra 7 e 13 mm/mese. Viene però confermata anche l’ipotesi di un incremento della deformazione durante le prime due settimane di maggio. Considerando infatti soltanto le ultime due barre nere, si osserva che nelle due settimane comprese tra il 3 e il 17 maggio il sollevamento è stato di circa 9±3 mm, un valore relativamente elevato e coerente con l’aumento della sismicità registrato nello stesso periodo. Le barre blu successive, che rappresentano le soluzioni giornaliere, mostrano invece una pendenza leggermente inferiore. Questo potrebbe indicare che tra la fine di maggio e l’inizio di giugno la velocità di deformazione si sia nuovamente ridotta. Va comunque sottolineata la notevole incertezza associata a queste stime. Per il periodo 18-31 maggio il bollettino riporta infatti una deformazione di 6±8 mm, un intervallo molto ampio che va teoricamente da -2 mm a +14 mm e che rende prudente qualsiasi interpretazione di dettaglio. Per quanto riguarda la geochimica, i flussi di CO₂ misurati nell’area di Pisciarelli si mantengono intorno a 14 kg/m² al giorno, mentre resta sostanzialmente invariata a 173°C la temperatura della fumarola principale di Bocca Grande alla Solfatara, misurata dal sensore entrato in funzione nell’ottobre 2025.

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