Ci sono diversi elementi interessanti da analizzare. Partiamo dalla sismicità, che nella settimana di riferimento è rimasta complessivamente contenuta: sono stati localizzati 37 terremoti, con magnitudo massima Md 1.2±0.3. L’episodio più significativo è stato lo sciame iniziato alle 21:13 UTC del 21 agosto nell’area della Solfatara, costituito da circa 15 eventi con magnitudo compresa tra 0.0 e 1.1±0.3. Passiamo alla deformazione del suolo, perché probabilmente è la parte più interessante di questo bollettino. L’Osservatorio continua a indicare, dagli inizi di febbraio, una velocità media di sollevamento di circa 10±3 mm/mese e specifica che, una volta corretta la discontinuità cosismica del 31 luglio, non emergono variazioni significative dei pattern deformativi successivi al terremoto. Questa settimana, però, c’è una novità che apprezziamo particolarmente, vengono mostrate entrambe le serie, con e senza la discontinuità cosismica. Nel precedente bollettino questa doppia rappresentazione non era presente e proprio da quella scelta erano nate diverse discussioni. Noi stessi avevamo sottolineato quanto fosse utile conservare entrambe, perché rispondono a due domande differenti. Non sappiamo naturalmente se le osservazioni sollevate abbiano avuto qualche peso, ma visto che la settimana scorsa il doppio grafico non c’era e questa settimana c’è, ci piace pensare che forse qualcuno ci abbia ascoltato ☺️. Vediamo allora cosa ci raccontano i due grafici. Quello con l’effetto cosismico permette di valutare la deformazione complessivamente registrata a RITE, terremoto compreso. Sulle ultime quattro settimane con dati perfezionati ricaviamo una variazione di circa −6±3 mm. Tenendo conto dell’incertezza, il bilancio rimane negativo e questo suggerisce che, almeno fino ai dati perfezionati disponibili, l’abbassamento prodotto dal terremoto del 31 luglio non sia stato ancora completamente recuperato. Il grafico corretto dall’effetto cosismico serve invece a leggere meglio la velocità e l’andamento della deformazione di fondo. Nello stesso intervallo ricaviamo circa +5±3 mm. Il valore centrale è inferiore ai 10±3 mm/mese medi indicati dall’INGV da febbraio, ma le rispettive incertezze non permettono di affermare che ci sia stata una variazione significativa della velocità. In altre parole, possiamo osservare un’indicazione di sollevamento più contenuto nelle ultime settimane perfezionate, ma non possiamo ancora trasformarla nella conclusione che la velocità di sollevamento sia realmente diminuita. Per le ultime due settimane, inoltre, i punti non sono ancora perfezionati e ricaviamo una variazione di circa −1±8 mm: un’incertezza troppo grande per stabilire se in questo intervallo ci sia stato un piccolo sollevamento, una sostanziale stasi oppure una lieve deflazione. Saranno i prossimi dati perfezionati a chiarirlo. L’INGV precisa inoltre che la stima definitiva delle discontinuità sarà ulteriormente ricalcolata e riportata nel prossimo bollettino mensile di agosto. Sul fronte geochimico, il quadro non mostra variazioni particolari nel breve periodo. A Pisciarelli il flusso di CO₂ della stazione FLXOV8 non presenta variazioni significative rispetto ai periodi precedenti e rimane attorno o poco inferiore agli 11kg per metro quadrato al giorno. Stessa cosa per la temperatura misurata alla Bocca Grande della Solfatara che continua a mostrare sin dalla sua entrata in funzione nell’ottobre del 2025 un valore medio di circa 173°C.
In definitiva, la crisi sismica del 31 luglio-1° agosto, che ha lasciato una profonda cicatrice nel tessuto sociale della città di Pozzuoli e, letteralmente, anche nel suolo attraverso lo spostamento cosismico, non sembra essere stata accompagnata da un aumento dell’energia della deformazione. È quindi ragionevole interpretarla soprattutto come il rilascio improvviso di una quantità molto elevata di energia elastica accumulata progressivamente nel tempo, verosimilmente nell’arco di molti mesi. Ci aggiorniamo



