Il mese di luglio continua a mostrare tenori energetici più bassi rispetto ai mesi precedenti, con un comportamento che ricorda maggiormente quello osservato a marzo. La sismicità della settimana di riferimento è stata contenuta: 38 eventi sismici, di cui 20 localizzati con Md≥0.0 e magnitudo massima Mdmax=1.5±0.3.
Passiamo alla deformazione del suolo. Le ultime quattro settimane perfezionate presentano un’incertezza maggiore del normale sull’ultima misura (non i consueti ±3 mm ma ±6 mm, ben visibili nelle linguette nere che rappresentano l’errore verticale). Questo porta a una deformazione complessiva, tra il 25 maggio e il 28 giugno, di 6±6 mm, cioè un valore reale compreso tra 0 e 12 mm. Una forbice decisamente più ampia del solito, che da sola ci fornisce poche informazioni. Considerando però lo sviluppo della micro sismicità, un valore prossimo allo zero appare meno probabile. Personalmente ritengo più verosimile una deformazione dell’ordine dei 10-12 mm, ma questa resta una valutazione qualitativa basata sull’insieme dei dati disponibili e non una misura. Il dato giornaliero, relativo al periodo tra il 28 giugno e il 12 luglio, mostra una deformazione di 4±8 mm, cioè un valore reale compreso tra -4 mm e +12 mm. Anche in questo caso l’incertezza è tale da rendere poco significativa qualsiasi interpretazione del solo valore numerico.
Un’indicazione sulla qualità della spinta, indipendentemente dalla sua entità assoluta, può però arrivare dalla micro sismicità sviluppatasi nello stesso periodo. L’attività sismica suggerisce che l’energia associata alla deformazione sia rimasta modesta e che, in alcuni intervalli della seconda settimana di luglio, possa essersi ridotta fino a livelli molto bassi. Questo lascia pensare che probabilmente non si siano verificati aumenti significativi dello stress nelle porzioni di crosta responsabili della sismicità osservata. È un elemento positivo, anche se va ricordato che lo stress accumulato in precedenza non scompare: semplicemente potrebbe non essere aumentato in modo apprezzabile. Per ottenere una reale diminuzione dello stress e, di conseguenza, una riduzione significativa della probabilità di terremoti, sarebbe necessario osservare un abbassamento del suolo. Due possibili fasi di lieve abbassamento sembrano intravedersi nel grafico: una tra le settimane 25-31 e 1-7giugno, l’altra tra 15-21 giugno e 22-28 giugno. Parlo volutamente di possibili fasi perché, sebbene all’occhio quelle misure appaiano inferiori alle precedenti, bisogna sempre tenere conto dell’errore associato ai dati. Nell’ultima settimana perfezionata, ad esempio, si osserva visivamente un abbassamento di circa 3 mm ma, considerando l’incertezza, il dato diventa 3±6 mm, quindi il valore reale può trovarsi tra -3 e +3 mm. In altre parole, quell’apparente abbassamento potrebbe essere reale, ma potrebbe anche non esserlo. È proprio questo il corretto approccio nell’interpretazione dei grafici di deformazione: ignorare l’errore di misura significa attribuire ai dati una precisione che in realtà non possiedono.
Per quanto riguarda la geochimica, si osservano solo oscillazioni di modesta entità rispetto alla settimana precedente e il flusso medio di CO₂ nell’area di Pisciarelli resta intorno ai 12-13 kg/m² al giorno. Va però evidenziato un aspetto interessante: dall’inizio del 2026 il trend di crescita che aveva caratterizzato gran parte del secondo semestre 2025 sembra essersi arrestato e mostra ora una graduale tendenza alla diminuzione, pur con le normali oscillazioni giornaliere. Anche i picchi registrati negli ultimi mesi risultano inferiori a quelli raggiunti tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. Nessuna variazione significativa, infine, nella temperatura della fumarola della Bocca Grande della Solfatara, che continua a mantenersi stabile intorno ai 173 °C.


